Manifestazione 4 giugno in Lucania: Lancillotto a Camelucanot?

Mercoledì 4 giugno 2014 si terranno diverse manifestazioni a livello nazionale. E ce ne sarà una che riguarda la Lucania e il petrolio: esiste un Lancillotto a Camelucanot?

Fondamentalmente, quella che spicca di più su tutte è la convocazione da parte dei sindacati per gli operatori dei call center in vista della lotta contro la delocalizzazione e del mantenimento degli impegni presi in sede di trattative precedenti. Un approfondimento su tutti è il notizione dei uno dei giornali di regime, repubblica.

Per esempio, lo stesso giorno, al MISE, ovvero ministero delle sviluppo economico (come sempre, cari lettori di unlucano, il minuscolo ha un suo perchè semiotico!), è fissato l’incontro con la Piaggio Aero Industries – di cui trovate il link con gli accenni storici – per discutere dell’ordine del giorno che attanaglia un pò tutto il sistema industriale ed economico italico: chiusura aziendale e/o filiali e/o siti produttivi, con i conseguenti drammatici esuberi a latere. Notizia su Savona News.

Il MISE, per il governo scelto da e con a capo un presidente del consiglio non eletto, è attualmente presieduto da Federica Guidi. Urge ricordarlo, se qualcuno non lo avesse già fatto abbastanza, che la neo-ministra per le attività e lo sviluppo economico ha questa biografia. La Ducati Energia, azienda di famiglia e sdoppiata dalla più celebre Ducati Motor, ha questo gruppo e questo produce. Non pare quindi solo questione di lobbying – sempre esistita, solo che si chiamava diversamente – o di elementari conflitti di interessi: come sempre, la realtà supera i confini della più semplice e innocua immaginazione.  

Ora, tanto per rimanere in tema e fare un esempio molto semplice, che i call center si affidino ai sindacati per andare a parlare di evitare delocalizzazioni con un ministro che ha delle aziende con siti delocalizzati, francamente non ho idea di come riuscire a qualificarlo. Ma, succede anche questo in italiastan.  Outsourcing e delocalization insieme: pare che qualcosa non torni ai conti semantici.

Oltre ai call center scenderanno in piazza anche i dipendenti della RAI. Il punto è dato dal preannunciato taglio che il governo intende attuare all’azienda radiotelevisiva di stato. Probabilmente perchè quegli ottanta euro dati a qualcuno, e serviti per comperarsi il voto delle europee oltre che propagandare una ripresa di spesa dei consumatori assolutamente assurda e fantasiosa, non trovano soddisfazione contabile nei libri della ragioneria di stato.

Stato che versa alla RAI parte delle proprie risorse dal governo ottenute dalle tasse. Il resto dei milioni di euro di cui gode il servizio pubblico radiotelevisivo, ormai alla mercè dell’emittenza Ue-ropea, provengono dalla riscossione coatta del canone e dalla pubblicità. Per fare cosa? Probabilmente per pagare la stragrande maggioranza di addetti del settore che lavorano con serietà e professionalità. Ma anche per saldare fatture e compensi di personaggi di propaganda che infestano trasmissioni insulse e inutili. Del servizio pubblico.

Servizio pubblico RAI la cui testata rainews24 nella persona del proprio direttore Monica Maggioni partecipa a Bilderberg  2014 (fonte Global Research, lista aggiornata al 26 maggio). A voi, cari lettori, non ho bisogno di aggiungere null’altro.

Lo stesso 4 giugno 2014, l’alacre quanto inutile e tardiva attività dei sindacati assieme a quella del MISE prevede, inoltre, un incontro programmato a Potenza tra il ministro Guidi e il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.

Ho evitato di parlare per lunghissimo tempo delle novità in seno alla politica regionale lucana, prendendo decisamente le distanze da chi  – al netto di un astensionismo elettorale micidiale – ha dato la propria scelta di voto verso quel partito politico – il PD – amalgamato alle opposizioni inesistenti, nel cosiddetto Partito Regione. Entità tutta lucana e di chiara eredità democristiana – filo-colombiana – che aveva appena trascorso decadendo, per esempio, nella ridicola truffa per i rimborsi ai gruppi consiliari (di cui lo stesso presidente Pittella è tuttora oggetto di rinvio a giudizio da parte della procura potentina titolare dell’inchiesta),  e certamente nell’occhio del ciclone per l’affare petrolifero o energetico in generale.

Intanto, mentre la politica partitica veniva riverginata da un elettorato evidentemente non pago dei disastri ormai sotto gli occhi di tutti, due dei più recenti promotori e protagonisti delle vicende lucane – De Filippo e Bubbico – hanno trovato giuste poltrone romane per nomina partitica:  dopo un quindicennale assassinio perpretato ai danni della Lucania, forse, pareva che non fossero dei nomi ancora spendibili sul territorio. Perciò, vacanze romane di rito.

Il mio non è stato, ovviamente, un intento censorio, bensì di salvaguardia della decenza: perchè parlare e interessarsi dal punto di vista politico a un territorio che, ripeto, ormai non può non conoscere la situazione di estremo pericolo sanitario, occupazionale, etc e comunque decide nelle percentuali definite legali di riconfermare lo stesso sistema sebbene con nomi diversi??

E vi è di più a sottendere la traccia del personale velo pietoso posto sui recenti eventi politici lucani. Tutti sapranno che il consiglio regionale neo-eletto consta di outsider, ovvero di personaggi invitati alla tavola proteiforme di Camelucanot non essendo neanche lucani: il paradosso di quest’azione è ben evidente fin nelle premesse. Epperciò, non mi sono preso neanche la briga di descrivere l’origine Ue-ropea o le ascendenze degli  assessori ultra-esterni di cui Pittella (Marcello) ha voluto dotare il consiglio regionale. Per la cronaca e per ricordarlo, i 4 dell’Ave Marcello secondo il vangelo di Gianni sono: “[…] Aldo Berlinguer, figlio di Luigi, che ha ricevuto la delega all’Ambiente, Territorio, Infrastrutture, Opere Pubbliche e Trasporti. Gli altri assessori sono Flavia Franconi (Politiche per la persona), Raffaele Liberali (Politiche per lo sviluppo, Lavoro, Formazione e Ricerca) e Michele Ottati (Politiche agricole e forestali). Il governatore terrà per sè le deleghe agli Affari istituzionali, alla Protezione civile, alla Cultura, al Turismo, alla Programmazione e alle Finanze. […]!” (fonte: Basilicata24 del 29 dicembre 2013).

Evidente appare anche qui la mano del fratello di Marcello – Gianni – ripetiamolo per l’ennesima volta, Ue-rodeputato di lungo corso, think tanker di Mezzogiorno Europa di Napolitano&friends, e, come se non bastasse, ancora rivotato alle ultime elezioni vetero-continentali con una pioggia di consensi.

Ma, risalendo all’incontro potentino tra Pittella e Guidi, bisogna parlare senz’altro delle dichiarazioni delle ultime due settimane che la Guidi stessa e Prodi hanno esternato in materia di petroleria.

Parlare o citare Prodi è come volersi del male: il soggetto è colui che ha distrutto l’IRI, scomponendola e svendendola ai privati; è colui che ha iniziato e promosso a più non posso il progetto TAV; ed è sempre colui che ha allegramente messo le mani nelle nostre tasche per farci entrare – quando nessuno gliel’aveva chiesto – nell’he(u)ro_zona. Non pago del suo passato glorioso di sfruttatore e distruttore, ultimamente è intervenuto a gamba tesa, dicendo che bisogna affrettarsi a prendere le concessioni di ricerca e perforazione in Adriatico, altrimenti rischiamo che paesi come la Croazia possano fregarci sul tempo e approfittare delle risorse di idrocarburi presenti in Adriatico. Essendo notizia recente, non merita link.

La Guidi, non solo ha rimarcato, ma ha approfondito le prerogative di tale illustre conterraneo. Si è espressa dicendo quanto risulti necessario dare la stura agli intenti pendenti del 2013 per procedere alle ricerche e alle estrazioni in mare (Adriatico). Estrazioni necessarie per la bolletta energetica industriale (!!) e, comunque, effettuate secondo gli standard estremamente restrittivi in materia di scurezza che l’italiastan possiede (!!!). All’uopo, dice la ministra, non si possono più accettare i ciechi no degli ambientalisti: ambiente e petrolio devono e possono coabitare. Per il link, idem come sopra.

Ma, la Guidi sembra particolarmente attratta dalla Basilicata. Il 22 maggio scorso, i due si sono incontrati a Roma. Qui riporto la notizia da uno dei giornali lucani di propaganda perchè risulta essere una lettura necessaria e interessante, soprattutto se relazionata agli intenti della manifestazione del 4 giugno prossimo.

E veniamo alla manifestazione in Basilicata del 4 giugno prossimo. Il titolo con cui è stata qualificata è “Giù le mani dalla Basilicata”. Un’informativa la offre il sito della OLA, organizzazione ambientalista a cui stanno afferendo diverse iscrizioni all’evento.

Uno dei motivi principali alla base della manifestazione è la negoziazione del previsto aumento delle estrazioni petrolifere.

Sussiste alla base del contendere la manipolazione del Titolo V della Costituzione, in virtù del quale lo stato avoca a sè, ingerendo e superandoli, i poteri delle regioni e degli organi locali in materia decisionale; in pratica si tratta di un tentativo in piedi dalle scorse legislature di regime in deroga a quanto sancito e decretato nel 2001 con l’art. 117, momento in cui il potere degli organi locali veniva equiparato quello dello stato; in particolare per la Lucania, v’è in ballo la concessione o l’allargamento di permessi per  ricerca ed estrazioni di idrocarburi fino al raddoppio del quantitativo di prodotti.

Nel programma si fa riferimento alla Terra dei Fuochi, ugualmente citata dal governatore lucano. In pratica, entrambi – governatore e associazione/i – non vogliono una Basilicata che sia lontanamente paragonabile alla tristemente famosa Terra dei Fuochi campana.

Mi viene da chiedere se, governatore e associazione/i, parlino per sentito dire o abbiano in mano qualche stralcio di evidenza sanitaria per potersi riferire alla Lucania in questo modo, forse solo perchè va di moda l’effetto di una tragedia invece che un’altra. Probabilmente, in Lucania, la situazione sanitaria si presenta addirittura peggiore di altre zone altamente inquinate dell’italistan, come appunto la tristemente nota e quasi liminale Terra dei Fuochi. Naturalmente non si tratta di primati da esibire. Ma, sarebbe opportuno tirare fuori dei numeri che nascondono nomi/vite/storie di persone ammalate e/o decedute a causa delle attività devastanti iniziate già negli anni 60 del secolo scorso e intensificate certamente negli ultimi 20 (i titoli sono sempre quelli: petrolio, carbone, diossina, chimica, amianto, radioattività…).

Evidenzia sanitaria necessaria, ma mai veramente portata a termine. Praticamente, neanche iniziata. L’ultimo assessore regionale alla sanità – Martorano – parlava dei lucani come di persone poco aduse al moto. Perciò, invece di investigare e produrre  uno studio approfondito sui tumori, le leucemie, i decessi per l’attività industriale o per quella di ENEA e di Itrec a Rotondella o per i SIN (2 in Lucania: Tito Scalo e Valbasento), ha preferito farsi cullare dai farmaceutici dell’industria diabetologica. Luna di miele terminata con la legislatura e un’accusa pendente sempre per il de cuius e pure il quibus dei rimborsi ai gruppi consiliari.

Detto questo, e tornando alla manifestazione, non posso fare a meno di sottolineare la partecipazione di sigle politiche che stanzieranno di fronte ai palazzi regionali della politica lucana per esprimere il proprio dissenso. 

In Lucania, al momento, si trovano a partecipare sigle sindacali quali FIOM e Cobas, dato che i mossieri a livello nazionale sono proprio i sindacati. E uno degli oggetti del contendere sotteso alle varie problematiche lucane, sono anche le ricadute occupazionali del settore idrocarburi, con le continue lamentele e i piagnistei pietosi e pietistici per le presunte basse percentuali di addetti lucani impiegati nel settore. Prendo a esempio questo link di TRM del 20 maggio 2014 in cui vengono sintetizzati e raggruppati i numeri di personale e aziende dell’indotto di origine lucana: Rapporto Total. Su 154 occupati ‘diretti’ 117 sono lucani. La realtà è questa.

Mentre, sempre al momento e al netto di integrazioni o eventuali ritiri, i partiti o le loro sezioni lucane saranno:

Lista Tsipras; Radicali Lucani; Rifondazione Comunista; SEL.

SEL?

Mi chiedo perchè le organizzazioni o associazioni ambientaliste e le altre associazioni che intendono manifestare contro l’intensificazione dell’inquinamento in Lucania debbano accompagnarsi a SEL.

Come saprete, non sono certo un fautore dei compromessi, benché sia ancora capace di riconoscerne la necessità che qualcuno legge nell’atteggiamento compromissorio stesso.  Ma, francamente, manifestare insieme a SEL mi pare decisamente fuori luogo.

Che le associazioni e le organizzazioni  ambientaliste  manifestino congiuntamente a SEL – Sinistra Ecologia e Libertà – sembra presocchè logico, intrinseco e ovvio.

Ma, ricordo a chi si fosse rifoderato occhi e orecchie che il presidente di SEL – Nichi Vendola – deve ancora spiegare alla città di Taranto, al Sud e al mondo intero quali sono state le opportunità che lo hanno visto attivo protagonista politico della vicenda Ilva:  valgano questi articoli de Il Fatto Quotidiano (1 e 2) per avere un’idea di cosa sia successo e cosa sta succedendo nell’immane e inumano disastro tarantino.

Cioè, al netto del fatto giudiziario da discutere in tribunale, l’opportunità politica sembra svilente e quantomai dequalificante. Oltre a risultare ai miei occhi, in un’ottica di rilevanza politica, una perfetta chiavica simbiotica.

Per altro, mi permetto di ricordare che una delle associazioni ambientaliste – la OLA – fino a ieri difendeva con tenacia l’esclusione di sigle politiche dal proprio sito internet.

Per il resto, non intendendo deprimere – invece: plaudendo – coloro che parteciperanno e saranno mossi da ben altro spirito e animati da più eccellenti obiettivi, chiudo per il momento rimandando agli (eventuali) esiti del tavolo del regno di Camelucanot tra Pittella e Guidi. Difendendo sempre quest’idea: il convincimento di essere Lancillotto senza proposte concrete e con l’unico fine di poter avere Ginevra, non si traduce per forza nella possibilità di oltrepassare gli schemi e sfidare i molteplici Artù_fici di Camelucanot!

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