TTIP e Proprietà Intellettuale: Use and AbUSE!

L’UE-ropa e gli USA&getta – acronimamente  USE – confermano  la proditorietà delle loro fondamenta imperialiste attraverso il TTIP. Ultimo capitolo della saga è la Proprietà Intellettuale: Use and abUSE continuo!

Proprietà intellettuale:

la Commissione Europea oltrepassa i limiti nei negoziati con gli imprenditori statunitensi

 Magali Pernin

Tradotto da  Francesco Giannatiempo

Oggi, una nuova fuga di notizie nel segno dei negoziati commerciali  ci dà un’idea del lavoro realizzato dalla Commissione Europea in materia di proprietà intellettuale. Ha origine dal web, dal Core Group dei Verdi del Parlamento Europeo (incaricato delle questioni relative a Internet), che ha reso pubblici alcuni archivi elettronici.

Questo rapporto di prima mano – tradotto di seguito – ci fornisce l’informazione sinora sconosciuta sul contenuto del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership, Partenariato transatlantico su commercio ed investimenti, in italiano) sui diritti di proprietà intellettuale. Mentre la Commissione aveva sostenuto finora che il TTIP avrebbe riguardato poco tali questioni, sembra che i negoziatori stiano lavorando direttamente a favore degli interessi delle imprese. In questo senso stanno accogliendo le numerose lamentele (“lista dei regali di Natale”) e stanno andando oltre i propri compiti. Infine, i rappresentanti dell’Unione Europea acconsentiranno che si mantenga la società civile fuori del dibattito pubblico. 
 

 

Bandiera europea del Copyright

In una riunione non ufficiale del 5 dicembre, il responsabile della Commissione Europea incaricato delle questioni sulla proprietà intellettuale del TTIP – Pedro Velasco Martins – ha tenuto un incontro con rappresentanti delle grandi imprese al fine di proporre nuove regole sulla proprietà intellettuale nel prossimo trattato economico tra la UE e gli Stati Uniti.

La riunione di due ore, svoltasi negli uffici della Camera di Commercio statunitense a Bruxelles, aveva come obiettivo la preparazione di strategie tra le imprese e la Commissione per fare in modo che il trattato potesse accogliere il livello più elevato di restrizioni sulla proprietà intellettuale. Alla riunione erano presenti i rappresentanti di un’equipe di grandi multinazionali; tra queste: TimeWarner, Microsoft, Ford, Eli Lilly, AbbVie (farmaceutica, già Abbott) e l’agglomerato LVMH. La lista dei partecipanti comprendeva, tra gli altri, anche i rappresentanti di Nike, Dow, Pfizer, GE, BSA e Disney. Era presente anche Patrice Pellegrino della OHMI, l’agenzia europea responsabile dei marchi nell’UE.

Quest’ultimo aspetto risulta abbastanza controverso, già che tanto il conduttore dei negoziati della Commissione – presuntivamente neutrale – quanto il rappresentante della OHMI, non solo si sono definiti alleati dei lobbisti, ma si sono spinti oltre e hanno iniziato a descrivere ai rappresentanti la forma con cui dovranno fare campagna per “educare” il pubblico al fine di ottimizzare  i risultati in materia di “diritti di proprietà industriale”. In particolare, bisognava mantenere fuori dal dibattito pubblico la preoccupazione degli eletti – come quelli del Parlamento Europeo – e della società civile, sempre più critici con i diritti di proprietà intellettuale.

 
 

Rivelata la “lista dei regali di Natale” delle imprese

Il negoziatore della Commissione, Velasco Martins, ha rivelato l’esistenza di una lista segreta di richieste delle imprese per ottenere nuovi diritti di proprietà intellettuale nel TTIP. Finora, tanto di fronte al pubblico quanto al Parlamento Europeo, la Commissione ha mantenuto al minimo il dibattito pubblico sui diritti di proprietà intellettuale. Gli unici elementi in materia di diritti di proprietà intellettuale sono le indicazioni geografiche, un tema minore che preoccupa poco. 

In realtà, la Commissione ha rivelato di aver già ricevuto sufficienti lamentele (“la lista dei regali di Natale”) riferite alla proprietà intellettuale, e che attualmente lavora per applicare questa lista – già discussa con gli Stati Uniti in diverse riunioni, sia presenziali che per videoconferenza.
 

La “lista dei regali di Natale” interessa quasi tutti i campi principali relativi ai diritti di proprietà intellettuale. Dal punto di vista delle patenti, le imprese hanno mostrato “un vivo interesse” sul procedimento per la concessione di nuove. Per ciò che riguarda i diritti d’autore, vogliono mantenere lo stesso livello di protezione sia negli Stati Uniti che nell’Unione Europea; in realtà, si tratta di un’armonizzazione dall’alto, che si traduce in maggiori restrizioni per il grande pubblico. In riferimento ai diritti per il conseguimento dei vegetali, il settore farmaceutico ha fatto pressioni per “livelli più elevati” di protezione. Per i marchi, i lobbisti delle aziende hanno formulato richieste vincolate alla classificazione della Commissione. Inoltre, hanno mostrato molto interesse per il segreto commerciale.

Nelle negoziazioni transatlantiche, la proprietà intellettuale verrebbe trattata in maniera differente rispetto alle altre negoziazioni commerciali: non ci saranno “dichiarazioni generali”, bensì – al loro posto – il trattato porrà l’accento sulle “questioni concrete”.

Una possibile violazione del mandato di negoziazione

Secondo il negoziatore, la petizione più frequente nella “lista dei regali di Natale” era l’applicazione [giudiziaria] delle regole (enforcement). Da questo punto di vista, le aziende hanno prodotto petizioni “di miglioramento e di formalizzazione”, richiedendo allo stesso modo che le autorità “rendano delle dichiarazioni”. Il conduttore dei negoziati della Commissione ha manifestato che, sebbene le “dichiarazioni” comuni non sono parte del “linguaggio commerciale classico” – un eufemismo per designare cose non abituali negli accordi commerciali -, la Commissione si attarderà ancora prima di “lavorare su questo campo”.
 

Il fatto che la Commissione lavori su questioni di proprietà intellettuale nell’ambito dei negoziati del TTIP può costituire una violazione del mandato di negoziato approvato dal Consiglio Europeo. In riferimento all’applicazione [giudiziaria] delle regole (enforcement), l’articolo 30 del mandato è chiaro: “L’accordo non deve contenere disposizioni sulle sanzioni penali”. 

 “Molte persone aspettano la prima fuga di notizie”

Un lobbista dell’azienda farmaceutica Eli Lilly ha dichiarato di essere preoccupato per l’intensa “attività delle ONG” intorno al TTIP, specialmente sul tema del meccanismo di soluzione delle differenze tra lo Stato e gli investitori (ISDS). Ha chiesto cosa si potesse fare per “contrastare questa minaccia” ora che la proprietà intellettuale si è convertita in una questione controversa, soprattutto dopo l’ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement, Accordo Commerciale Antifalsificazione).
 

Velanco Martins ha risposto che le critiche delle ONG e dell’opinione pubblica sono “un rischio”. Inoltre, ha aggiunto: “Sono contento che le nostre attività siano venute alla luce” [riferendosi alle questioni sulla proprietà intellettuale]. Ha detto ancora che “la Commissione è lieta di vedere l’attenzione [delle ONG] focalizzata sul ISDS”. Tutto il mondo ha riso. Continuando, Velasco Martins ha avvertito i partecipanti che “molta gente è in attesa del primo documento, della prima fuga di notizie”. Con “scivolone” e “fuga di notizie”, si riferiva alle disposizioni sulla proprietà intellettuale contenute nel TTIP.

 

Tokio, 25 marzo 2013: manifestazione davanti alla sede dell’associazione degli imprenditori giapponesi contro il progetto dell’Accordo di Associazione Transpacifico, parallelo e analogo al TTIP, tra gli USA e 12 paesi, dalla Cina alla Thailandia 

 
http://stoptafta.files.wordpress.com/2013/11/demonstrators-protest-against-the-trans-pacific-partnership-tpp-after-the-may-day-rally-in-tokyo-japan-photograph-epa-kimimasa-mayama.jpeg

Tokio, 1 maggio 2013: nuova manifestazione contro il progetto TPP. 
Foto: 
Kimimasa Mayama/EPA

I consumatori, le ONG e i deputati considerati come nemici

La Commissione e il funzionario del OHMI hanno chiaramente dimostrato di stare dallo stesso lato delle numerose imprese statunitensi presenti. Al contempo, i consumatori europei e la società civile sono stati descritti come ignoranti o come nemici che devono essere combattuti.
 

Velasco Martins ha riferito sulla sua presenza a una delle riunioni sulla proprietà intellettuale organizzata dal Dialogo Transatlantico dei Consumatori (TACD, Trans Atlantic Consumer Dialogue). La riunione non è stata “piacevole da vedere”. Secondo il suo parere, le imprese a cui era diretta “dovrebbero preoccuparsi” delle organizzazioni dei consumatori come la TACD. Ciononostante, ha ritenuto che, escludendo alcuni aspetti facili da comprendere, le imprese potrebbero avere più agevolazioni: sebbene le questioni di avviso e di ripiegamento siano state illustrate nel TTIP, i negoziati saranno soggetti a ricevere le stesse critiche del ACTA. Allo stesso modo, il conduttore dei negoziati si è rallegrato perché la protezione dei dati non è stata inclusa nel capitolo della “protezione intellettuale”.
 

Pellegrino, della OHMI, gli ha dato il cambio affermando che la gente comune mantiene una specie “di attitudine alla Robin Hood” sulle questioni dei diritti di proprietà intellettuale. Finora le imprese non si sono trovate nella situazione di dover far fronte alle preferenze dell’opinione pubblica e alle critiche della società civile, perché, in parte, quest’ultima utilizzava le reti sociali.

Gli studi a favore delle imprese possono rieducare il pubblico

Un tema ricorrente è stato quello della necessità al ché l’opinione pubblica venga rieducata per comprendere il valore dei diritti della proprietà industriale.

 Secondo Pellegrino, la chiave del risultato sta nell’appoggiarsi su un certo numero di rapporti a favore della proprietà intellettuale – rapporti ordinati dalla OHMI.

È stato evidenziato un rapporto recente, in cui si afferma che in Europa un impiego su quattro esiste grazie alle leggi sulla proprietà intellettuale. Tuttavia, questo studio è basato su una metodologia assurda e pretende che, se un’impresa utilizza un diritto di proprietà intellettuale per qualsiasi cosa, tutti gli impieghi di tale impresa esistono unicamente in ragione di tali diritti di proprietà intellettuale.

 

Su un tema parallelo, leggere:

Il testo della bozza segreta completa del TPP negoziata per il Capitolo dei Diritti di Proprietà Intellettuale English | Spanish

 

Per concessione di Tlaxcala
Fonte: http://www.contrelacour.fr/propriete-intellectuelle-ttip-commission-outrepasse-mandat/
Data dell’articolo originale: 20/12/2013
URL dell’articolo: http://www.tlaxcala-int.org/article.asp?reference=11037

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