Lezioni Israeliane di Controinsurrezione per la Polizia Messicana in Chiapas – di L.Quiquivix e J.Johnson

Lezioni israeliane di controinsurrezione per la polizia messicana in Chiapas
             
Linda Quiquivix
Jimmy Johnson
Tradotto da  Francesco Giannatiempo
Editato da  Fausto Giudice Фаусто Джудиче فاوستو جيوديشي

All’inizio di questo mese, il segretario di pubblica sicurezza del Chiapas appena nominato – Jorge Luis Llaven Abarca – ha annunciato che si sono svolte discussioni tra il suo ufficio e il Mministero della Difesa israeliano. I due governi hanno parlato del coordinamento della sicurezza a livello di polizia, di carceri e di uso efficace della tecnologia (“I militari israeliani addestreranno la polizia del Chiapas”, Excelsior, 8 Maggio [in spagnolo]).

Yaron Yugman, rappresentante del Ministero della Difesa di Israele in Messico, incontra il capo della Pubblica Sicurezza in Chiapas, Jorge Luis Llaven Abarca

Il Chiapas è la patria degli zapatisti (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale), un movimento di liberazione nazionale a maggioranza indigena Maya che ha ricevuto il sostegno di attivisti di base a livello mondiale sin da quando è insorto contro il governo messicano nel 1994. Gli zapatisti si sono ripresi indietro grandi tratti di terra su cui da allora hanno costruito cooperative di sussistenza, scuole autonome, cliniche collettivizzate e altre strutture democratiche della comunità.
 
Nei vent’anni dalla rivolta, il governo messicano non ha smesso i propri programmi di controinsurrezione in Chiapas. A dicembre, al momento dell’annuncio della nomina di Llaven Abarca come capo della sicurezza, le organizzazioni per i diritti civili si sono fatte portavoce delle preoccupazioni di una possibile intensificazione della violenza, facendo notare la sua storia di detenzioni arbitrarie, uso della forza pubblica, carcerazioni criminali preventive, minacce di morte e tortura (“Preoccupazione sulla nomina di Jorge Luis Llaven Abarca come Segretario di Pubblica Sicurezza in Chiapas” Centro per i Diritti Umani Fray Bartolomè de Las Casas (Frayba) , 14 Dicembre 2012 [PDF, Spagnolo]).A proposito. Abarca ha asserito che i suoi ultimi contatti con il personale israeliano erano “tesi alla condivisione di esperienze.” Forse questa è la prima volta che il governo messicano è uscito allo scoperto sul coordinamento militare con gli israeliani in Chiapas. Tuttavia l’accordo è solo l’ultimo della già lunga storia delle esportazioni militari di Israele nella regione, un’industria generata dalle esperienze nella conquista e pacificazione della Palestina.
 
             

Si intensificano le vendite di armi

Le prime milizie sioniste (Bar Giora e HaShomer) vennero formate per avanzare nella colonizzazione delle terre palestinesi. Un’altra milizia sionista, la Haganah – precursore dell’esercito israeliano ed erede di HaShomer – cominciò a importarre e a produrre armi nel 1920.
 
Negli anni ’50 le aziende israeliane iniziarono a esportare armi verso l’America Latina, ivi incluso Nicaragua e la Repubblica Domenicana sotto le dittature di Somoza e Trujillo. Massicci investimenti governativi nell’industria delle armi sono succeduti alla Guerra del 1967 e al conseguente embargo francese delle armi. Le armi israeliane, la polizia, l’addestramento militare e l’equipaggiamento iniziarono a essere rese ad almeno 140 paesi, includendo il Guatemala negli anni ’80 sotto Efraín Ríos Montt, l’ex-dittatore recentemente condannato per genocidio nei confronti dei Maya [la Corte constituzionale ha in parte annulato la condanna, NdE].
 
Il Messico ha iniziato a ricevere armamenti israeliani nel 1973 con la vendita di cinque aerei Arava dalle Industrie Aerospaziali Israeliane. Durante tutti gli anni ’70 e ’80, sono continuate rare esportazioni al Paese sotto forma di piccole armi, mortai e cortine radar elettroniche. Secondo una ricerca che abbiamo intrapreso, le vendite si sono intensificate nei primi anni del 2000.
Nel 2003, il Messico ha comperato elicotteri già appartenenti all’esercito israeliano e missili Gabriel delle Industrie Aerospaziali Israeliane. Il Jerusalem Post riportava che un’altra azienda israeliana per la sicurezza – la Magal Security Systems – lo stesso anno ha ricevuto uno dei diversi contratti per i sistemi di vigilanza “per proteggere installazioni sensibili in Messico”.
 
Nel 2004, i Cantieri Navali di Israele hanno venduto imbarcazioni lanciamissili e, più tardi, sia Aeronautics Defense Systems che Elbit Systems si sono aggiudicati contratti dalla polizia federale e dalle forze armate per i droni destinati alla vigilanza interna e frontaliera (“Produttore di UAV dell’Aeronautica rifornisce la polizia messicana”, Globes, 15 Febbraio 2009; UAV è Unmanned Aerial Vehicle, Velivolo Senza Equipaggio, NdT). Secondo il Jane’s Defence Weekly, la Verint Systems – un’azienda tecnologica fondata da ex-militari israeliani – si è aggiudicata diversi contratti sponsorizzati dagli USA fin dal 2006 per le intercettazioni telefoniche di massa delle telecomunicazioni messicane.

Addestrati da Israele

Secondo i documenti desecretati dei Servizi Segreti della Difesa [PDF] ottenuti attraverso una richiesta in base alla Legge per la libertà di informazione, il personale israeliano venne inviato con discrezione in Chiapas in risposta alla rivolta zapatista del 1994, con lo scopo di “fornire addestramento ai militari messicani e alle forze di polizia”.
 
Il governo messicano fece anche uso dei velivoli Arava per schierare il suo Gruppo Aeronatutico di Forze Speciali (Grupo Aeromóvil de Fuerzas Especiales, o GAFE). I reparti di truppe speciali del GAFE venivano a loro volta addestrati da Israele e dagli USA. Diversi di loro avrebbero poi disertato il GAFE creando “Los Zetas”, attualmente il cartello della droga più potente e violento del Messico (“Los Zetas e la Guerra di Droga Transnazionale del Messico”, Wolrd Politics Review, 25 Dicembre 2009).
 
Il Messico venne colto di sorpresa dagli zapatisti, che insorsero il giorno in cui l’Accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA) entrò in vigore. Il governo messicano si trovò a sua volta a dover rispondere ai dettami degli investitori stranieri, come rivelato da una famosa fuga di notizie delle comunicazioni di servizio della Chase-Manhattan Bank: “Seppure il Chiapas, secondo il nostro parere, non costituisca una minaccia fondamentale per la stabilità politica messicana, viene avvertito come tale da molti nella comunità degli investiori. Il governo avrà bisogno di eliminare gli zapatisti per dimostrare il proprio controllo effettivo del territorio nazionale e della politica di sicurezza.”

Il marketing della “stabilità”

Oggi, messo di fronte a un popolo in aperta ribellione contro il proprio annientamento, la percezione della stabilità continua a essere un modus operandi importante per il governo messicano. Per Israele il “processo di pace” di Oslo e la svolta neoliberale dell’ aAutorità palestinese ha ugualmente agevolato a coltivare una percezione illusoria di pace e di stabilità, mentre continua la colonizzazione della Palestina. 
 
Anzi, “la creazione di un clima di stabilità” era l’obiettivo dichiarato dei recenti contatti Messico-Israele e perlomeno il suo desiderio di percezione potrebbe aiutare a spiegare il perché della presenza israeliana in Chiapas ora venga rivelato o, piuttosto, venga “messo sul mercato” come dice la giornalista Naomi Klein.
 
Ma la gestione delle percezioni può solo rimanere l’obiettivo a breve termine di governi la cui ambizione condivisa è quella di annientare. E proprio come Israele condivide con il Messico le sue esperienze militari contro i palestinesi, è altrettanto possibile che Israele possa impiegare alcune delle tattiche controinsurrezionali del Messico per la propria oppressione del popolo palestinese.
 
Il rapporto militare tra Israele e Messico è come per gli stessi zapatisti che hanno a lungo riconosciuto i propri legami alla lotta palestinese.
 
Questo messaggio venne sottolineato dal portavoce zapatista SubCcomandante Insorto Marcos, quando Israele stava bombardando Gaza all’inizio del 2009 (“Della semina e dei raccolti”, 4 Gennaio 2009). Nonostante la distanza tra il Chiapas e Gaza, Marcos poneva l’accento sul fatto che le esperienze vissute dalle popolazioni dei due territori li rendeva reciprocamente vicini.
 
Vale la pena richiamare le parole di Marcos: “Non molto lontano da qui, in un luogo chiamato Gaza, in Palestina, in Medio Oriente, proprio vicino a noi, l’esercito pesantemente armato e ben addestrato del governo di Israele continua la sua avanzata portando morte e distruzione..”
 

Vignette di Carlos Latuff, 2002

Versione originale in inglese
Per concessione di Tlaxcala
Questa voce è stata pubblicata in Ma Come Diavolo Parli?!. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...