Insediato il Direttorio Napolitano-Letta-Alfano. Brindisi e Foto col Sangue della Disperazione.

Oggi si sono avuti sangue, foto e brindisi per l’insediamento del Direttorio Napolitano-Letta-Alfano et alia. Dalla disperazione di un singolo alla disparazione binoculata indotta e moltiplicata dei poteri forti. Il tutto in una domenica di festa mainstream.

Raramente succede su unlucano. E questa è una di quelle volte che riporto integralmente lo scritto di un altro blogger. Si tratta di Maktub che  – come e più di sempre – ha scritto sugli avvenimenti di oggi un pezzo di una lucidità esemplare.

Prima di riportare integralmente l’articolo, una nota. C’è una scena di stamattina che mi ricorda quella del 11settembre01, quando Bush  – piccolo, grande mostro guerrafondaio che era in visita presso un asilo – leggeva la favoletta ai bambini e l’avvertirono dell’attentato alle torri gemelle. Tutti ricorderete la reazione di quella sottospecie di bipede che, proprio nella sua qualità di cretino pericolosamente a capo di una nazione armata fino ai denti, venne magistralmente ripresa in Fahrenheit 9/11 dell’immenso Micheal Moore.

Ecco stamattina, mentre si procedeva alle foto di rito del gruppone di ministri imposti agli italiani, viene consegnato un biglietto a Napolitano da un corazziere. Lui che fa? Legge, cammina, si infila al centro della formazione di fianco alla neo-ministro Cecile Kyenge (Integrazione) – inserita tra  lui e Letta – si mette in posa e si lascia scappare il sorriso per l’ennesima picture of  you di un foto-book senza fine (ma con uno scopo da cine-giornale istituto luce 2.0). 

In quel momento, quali erano le notizie che Napolitano ha letto? Ha preferito non cedere alla violenza, non cedendo al ricatto di chicchessia, procedendo con lo svolgimento di una FOTOGRAFIA di gruppo per l’insediamento del SUO governo? Cosa avrà pensato? Era conscio di quello che stava succedendo? Perchè non riferirlo subito all’esecutivo insediando? Ma soprattutto, che cosa c’aveva da ridere? E così via…

Meglio leggersi la sagace Maktub. A Lei la Parola:

Colpi di pistola sul brindisi del governo

Letta – Alfano

aprile 28, 2013

Molti Italiani si auguravano che la faticosa creazione del Governo avrebbe riportato il clima generale al consueto dopo la stolida effervescenza delle ultime settimane. Al contrario, un uomo armato di pistola con sei colpi ha falciato due carabinieri ed esaurito i proiettili prima di portare a termine l’obiettivo di uccidere se stesso.  Il brindisi dei neo-ministri, l’intero cerimoniale dell’insediamento, perfino l’Angelus del Papa, sono stati sconvolti lasciando posto nei media ai resoconti sull’attentato davanti a Palazzo Chigi ,  alle vuote illazioni e alle voci inconsistenti .

I ministri sfilavano al tavolo del giuramento di fronte al Presidente della Repubblica, volti nuovi per la cronaca, donne in quantità, generazione dei quarantenni… Una squadra creata per essere “piaciosa” quanto basta a giustificare l’anomalia di un paese in cui destra e sinistra governano insieme. Anomalia che potrebbe non determinare scandalo – già sperimentata in Germania in un clima di grande tranquillità dell’elettorato –  ma che nel governo Letta-Alfano appare un’ammissione dell’ impossibilità di governare altrimenti  un paese spaccato in quattro. Tre grandi forze politiche in Parlamento e un’altra nel paese: la massa degli astenuti che meglio si possono definire come sfiduciati. Un Governo “peso leggero” per poter piacere,  ma ciò  significa funzionare?

        Ha ragione Maroni? “La nomina di Flavio Zanonato allo Sviluppo Economico: Letta ci aveva garantito che in quel posto avrebbe nominato un ministro ‘chiavi in mano’, l’impressione invece è che questo ministro dovrà prima imparare e capire. Con questa crisi mi pare non sia stata l’idea migliore”.
La preparazione “economica” di Zanonato è quella di sindaco di Padova, un sindaco che a una Lega sciovinista dovrebbe perfino riuscire simpatico essendo balzato alla ribalta solamente per la costruzione del muro di Via Anelli. Una barriera in mattoni e cemento lunga 80 metri e alta 3 che doveva proteggere la pace dei buoni padovani dai cattivi spacciatori. 

        Dote d’eccezione del nuovo governo è la presenza di una donna ministro arrivata dall’Africa. Cécile Kashetu Kyenge . Mi rallegro, se lo è meritato per l’impegno  in favore della Diaspora Africana, dell’integrazione, dei diritti civili e contro la pratica dei centri di prima accoglienza.
Tuttavia non si rintraccia in rete una sua passata azione o presa di posizione sui richiedenti asilo dal Nord Africa, a seguito delle “primavere arabe”, quando in marzo il progetto di assistenza è giunto al termine lasciandoli nell’abbandono o alle acrobazie economiche sei sindaci. (vedere post Follie Italia ). Cécile allora  era impegnata nella campagna elettorale…
E’ auspicabile che la sua presenza nel Governo non sia solo un’operazione di facciata, che ha al momento il  risultato d’irritare la Lega Nord. Probabilmente un migliore segnale sarebbe stato accogliere nella compagine di governo un maggior numero di  quei connazionali immigrati che sono ormai un’assodata  risorsa per il nostro paese nei posti di Sottosegretario. Questa figura non esiste nella Costituzione, ma la legge le attribuisce funzioni di vice ministro con deleghe in strutture operative, meglio a contatto con i problemi pratici.

        E’ una scelta strategica dare il Ministero dell’Agricoltura alla graziosa Nunzia di Girolamo che nella campagna elettorale si è distinta per una sequela di gaffe, dalla lontra  con le ali al Veneto “terra di contadini”  . Scelta tattica, semmai, in quanto onorevole PDL consorte dell’onorevole PD Francesco Boccia. O perchè alla sua bambina ha dato nome Gea?  Chissà.

        Un’altra delle sette donne del Governo è in carica del prestigioso Ministero degli Esteri: la navigata  Emma Bonino. Esistono legioni di suoi fan, io non vi appartengo. Non mi è accaduto di scordare le sue improvvide campagne. Quella contro  il Presidente della Repubblica Giovanni Leone, al quale si risolse a  chiedere scusa vent’anni dopo.
 Ha appoggiato la guerra in Afghanistan, dopo quella nell’ex Jugoslavia e in Iraq. Si è opposta ai bombardamenti solo quando si discuteva l’apertura di  un corridoio umanitario per far arrivare aiuti ai profughi afgani (“servirebbe solo ai talebani per riorganizzarsi”, Ansa 2-11-2001) e ha accusato Gino Strada di trescare con i talebani al tempo del sequestro di un operatore di Emergency.  Mentre il clamore sulla Siria – e le armi chimiche in Siria, di cui si accusa-non si accusa il governo di Bashar Assad – aumenta e aleggia la possibilità della decretazione di una No fly zone, anticamera di un’invasione, che il Ministro degli esteri sia Emma Bonino tanto avvezza alle guerre mi preoccupa. Diffido di questa nomina e di chi l’ha voluta.

*** 

Dicono, abusando di luoghi comuni, che il Governo Letta-Alfano, con i suoi volti giovani e nuovi e femminili, è un “segno” di cambiamento. Per come intendo io, il segno emerge e rappresenta ciò che già è. In questo caso significherebbe un cambiamento avvenuto nel paese, ma così non è. Si definiva “segno”  la sobrietà dei politici che arrivano a palazzo  a piedi o con la macchinetta di famiglia, invece che con l’auto blu e la scorta; si va invece con l’attentato di questa mattina verso un aumento della loro protezione. 

Anzichè “segno” è opportuno dire “segnali”, perché un segnale non sancisce nulla: trasmette informazioni, induce a comportamenti, mobilita e, in politica, ciò è automaticamente propaganda..

Ovviamente non esiste un rapporto causa effetto fra il giuramento del Governo e gli spari in piazza, esiste però una contemporaneità inquietante.  E’ la Sincronicità e  lega due eventi indipendenti  con la somiglianza del loro significato:  il sussulto della disperazione impotente.
Questo Governo non ci porta lontano. Su questa compagine  non si è potuto brindare, serva questo a dare un “segnale”:  tornare sobri e lucidi nelle aspettative. 

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2 risposte a Insediato il Direttorio Napolitano-Letta-Alfano. Brindisi e Foto col Sangue della Disperazione.

  1. mcc43 ha detto:

    [grazie, immeritato…]
    L’abitudine a fingere è diffusa, tuttavia fa trasecolare l’aplomb di Napolitano, e la generale beata assenza mentale del gruppo dei ministri, Ieri alla trasmissione Gazebo hanno mostrato il video da cui risulta che da almeno un quarto d’ora giornalisti e cameramen sapevano dei fatti, e da un pò cercavano di lanciare segnali per attirare l’attenzione, Niente.
    Solo quando Franceschini ha ricevuto un messaggio e ha cominciato a dirlo in giro si è visto sui volti l’immediato gelo dei compiaciuti sorrisi trasformati in completo sconcerto e Napolitano ha smesso di chiacchierare qua e là per rientrare nella sua parte. Letta è stato l’ultimo a venirne a conoscenza!
    Che rappresentazione di narcisismo collettivo, di completo distacco da ciò che li circonda… Un tempo si entrava in politica per amore del potere, ora direi spinti dall’amore … della visibilità, ebbasta.

    • unlucano ha detto:

      [macchè immeritato: l’unica voce sensata in tutta la nazione con spunti di assoluta intelligenza che non scadono nel becero, ma neanche si fanno abbagliare dal maniersimo di comodo tanto in voga; quindi BRAVA strameritato!]. Narcisismo o Narcotismo? O tutt’e due? that is the problem, cara Maktub! In Italialand c’è molto più del semplice marcio danese dell’amico Hamlet. Diciamo che stiamo più sul B-Movie hollywoodiano che in una vera piece teatrale di prim’ordine. Se fosse quest’ultima, almeno avremmo ottimo regista e un cast di primo livello, oltre a poter godere – anche se ricolmi di critica – di una storia i cui atti non sarebbero programmati e imposti dall’impresario, impegnato più a contare gli incassi che a produrre cultura….politica! E fagliamo pure a stile, senza contare che la fantasia si è appiattita sulla “spinta della visibilità, ebbasta”. Grazie per averlo pensato e scritto. Grazie per il commento. Un caro saluto e buona continuazione:)!

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