Que Pasa? Giustizia Giustiziata, SEN a Tradimento, Debiti di Plasma, PIL Lucano Inutile, Massonerie in Procura, ‘Ndrangheta nella Massoneria e Papa Francesco I

Oggi sulle orme di ieri, il tratto delle dinamiche sociali vive di numeri, schede, statistiche. Il tutto inframezzato da deliri eversivi sulla giustizia italiota o da pratiche legiferanti a sopprimere intere porzioni di territorio. Succede che il quadro evidenzi tentativi di giustiziare la giustizia, approvare SEN a tradimento, vi sia un Debito di Plasma, il PIL lucano sia inutile  al territorio, si parli di Massonerie  in Procura a Matera e di ‘Ndrangheta nella Massoneria. Mentre il papa cattolico è eletto!

Quadro barocco? Baracca quadrata? Ring per Wrestlers? Lottatori prezzolati? Costi quel che costi, la recessione e lo stallo politico non influenzano di fatto leggi e investimenti, lasciando perdurare azioni inumane di istituzioni internazionali – ormai alla stregua  di multinazionali – predazioni territoriali, mascheramenti carnascialeschi e minacciose previsioni di outlook su investimenti promessi, ma mai pensati.

Dall’UE-ropa. Uno sguardo sul continente isole comprese, mi induce a pescare nel vastissimo panorama di ecofin e dintorni, tirando fuori un paio di notiziuole che m’ero tenuto in tasca, entrambe sotto la categoria: Ue-ropa, multinazionale nazista.

La prima riguarda la sospensione delle fornitura di plasma dalla CRI. La Croce Rossa Internazionale dalla Confederation Helvetique – Switzerland o NoNovi per gli spot-addicted – si rifiuta di inviare grossi quantitativi di plasma alla Grecia, a causa del’insolvenza di Atene. Per i meno agganciati alla realtà umana, si parla di plasma non per indicare i televisori – già pure  superati dal led – ma di sangue: SANGUE! Il debito pro insoluto? Quattro milioni di schifosissimi, lordissimi, nazistissimi euri. La Grecia, essendo popolazione mediterranea, patisce più di altre la forma di anemia falciforme. Quindi non può avere scorte autonome, perchè non sarebbero utilizzabili.

Va precisato che sarà una sospensione graduale, come riporta AteneCalling. E che le spese insolute riguardano la conservazione, l’amministrazione e la logistica delle donazioni: per il sangue non chiedono un euro. Ma davvero? Mercimonio sulla salute che non conosce battute d’arresto. A che serve  la CRI? Basterebbero dei salvacondotti internazionali  – che già hanno – e la fornitura gratuita di mezzi per lo stoccaggio&conservazione, l’amministrazione e la logistica: sennò, la donazione dov’è? Ma nei 4 cantoni bancari nati per frodare il mondo, niente è leale e franco, se non la moneta sovrana!

Il tutto avviene poco prima del referendum tenutosi nei quattro cantoni per abbattere i super-stipendi ai manager.

Quindi, da un lato stoppano gradualmente le forniture di plasma a un Paese in ginocchio. Dall’altro cercano il contegno socio-economico con un referendum chechissenefrega. Avessero votato di donare a gratis il sangue o di sospendere ad libitum o cancellare ogni costo relativo alla Grecia, sarei partito per Zurigo, avrei preso residenza momentanea, avrei votato e poi me ne sarei tornato di gran carriera nel Sud Ue-ropa.

L’altra notizia che accompagna questa nefandezza appena descritta è che altri illustri concittadini di questa fantasmagorica Ue-ropa si erano già adoperati in tal senso. Tra le varie multinazionali del farmaco a 27 stellette, troviamo la francese Sanofi, le elvetiche Roche e Novartis(aridaje!!), la la danese Novo Nordisk  o la tedesca Merck Sorono. Ci aggiungo la statunitense Pfizer, perchè è noto: non esiste danno umanitario privo della tuba intubata di zio sam. I farmaci sono i più disparati: dagli anti-tumorali od oncologici, all’insulina, a quelli per l’epatite C, antibiotici, immunomodulatori, etc. Ce lo ricorda Newsagenda.it di  , giornalista.

Ma ce lo rammentano pure Repubblica del 10 novembre 2012, che allarga il panorama ai portoghesi e ad altri. O anche www.contropiano.org in agosto 2012, di cui però ho difficoltà in rete a linkarne il sito (vai a capire il perchè..).

Tra le varie esortazioni a stabilità finanziarie, sviluppo economico e industriale, riforme legislative e costituzionali e altre amenità simili, queste notizie passano in secondo/terzo/ultimo piano, fino a scomparire del tutto dalla memoria intasata delle nostre teste aifonate a dovere: uno shampoo mellifluo di cazzate che corrono e scorrono da un menù all’altro, mentre ci sono Fratelli e Sorelle del nostro Mediterraneo che soffrono e non possono neanche curarsi, perchè le cure e i medicinali hanno un costo, invece di essere offerte talquali in libera elargizione umanitaria.

Intanto da qualche parte ci invitano sempre più spesso a spedire sms per questa o quell’altra piaga umanitaria, sottoscrivere petizioni per evitare l’estizione di una specie animale o insegnare agli africani come coltivare ortaggi.

Ora, se fossimo più civili, non indurremmo certo all’estinzione nessuna specie animale. Sempre se fossimo civili, non penseremmo che gli africani hanno bisogno di qualcuno che nel 2013 gli insegni come far crescere un cavoletto di Bruxelles o una melanzana. Se fossimo civili, invece di queste esortazioni che fannovomitare solo a vederle, eviteremmo di accumulare milioni e milioni di euro ad associazioni ONG che non per la sigla devono per forza di cosa essere linde e pinte nei bilanci o nelle missioni.

Italialand: beneficienza o immuno-deficienza? A dispetto del casino stratosferico in cui questa nazionucola si ritrova ciclicamente, quel buontempone di ex-vice presidente di Goldman Sachs  – Mario Draghi gran capo dell’ordine BCE – all’indomani della sbornia elettorale nostrana, tende a rassicurare i connazionali: state tranquilli, i mercati non risentono dello stallo politico, nè dell’ingovernabilità, checchè ne dicano le borse.

Un momento. Scusa-scusa, cosa hai detto? Ripeti un pò per favore?

M’era parso di sentire allarmi e catastrofi sull’ingovernabilità e sulle catastrofi strutturali italiote, non più tardi del novembre 2011, giorni del condor e amico massone nonchè consulente di Goldman Sachs, Mario Monti. C’hanno fracassato e ci fracassano la testa, tra spread, austerithy, spending review, credit crunch, deleveraging, bail out e mille anglismi che solo a sentirli mi girano le orbite. E ora, invece, per la Trojka è tuttapposto?

Le armate berluscones tentano un colpo di stato asserragliando le scalinate di un tribunale (oltre che tivvù di proprietà e di servizio pubblico + altri vari massmedia). Il politico (sic) più perseguitato della storia dell’universo (parole sue), ora fa come i bambini che vogliono saltare l’interrogazione a scuola: si dà malato. O almeno ci prova. Peccato che l’interrogazione sia quella di un’aula di un tribunale, e che il libretto delle giustifiche per legittimo impedimento sia terminato.

Bersani non si pronuncia definitivamente sulla cancellazione dei rimbrosi ai partiti, perchè il PD deve ancora finire di pagare all’incirca 156mln di euro dei debiti contratti dalle vecchie sigle, iniziando proprio dal PCI, pur avendo un patrimonio immobiliare che darebbe ospitalità a tutti i senzatetto sfrattatati in italialand (circa 2400 immobili!!!). Il pupetto mediatico Renzi cerca di evitare il più possibile di essere coinvolto nell’ennesima debacle della sinistra-ta italiota, ma non manca anch’egli di esprimersi: sta preparando il terreno a una prossima nomination leopoldiana o semplicemente gli stanno così comodi i panni del rottamatore, che non gliela fa proprio a essere propositivo?

Grillo (e Casaleggio) ormai sotto la lente d’ingrandimento, cerca di rifugiarsi dietro improbabili travestimenti. Non ho idea se i Cittadini Onorevoli faranno qualcosa di buono. Più che altro lo spero, almeno per la componente di radicalità parlamentare, che altrimenti sarebbe stata anestetizzata dai soliti noti, pur correi di compravendite di seggi romani. Certo Grillo, intascando a piene mani l’endorsement di O’Neill mammasantissima di Goldman Sachs, può guardare al futuro del movimento con la certezza di poter essere  reimpiegato quale marketing developer del mostro bancario statunitense.

Non solo. Scrivendo di Deterrenza Democratica e influenze coloniali a stelle strisce, proponevo una chiave di lettura di Grillo e M5S. Ebbene, giusto-giusto oggi accade che l’ambasciatore statunitense a  Roma – Mr David  Thorne – in visita  in un liceo capitolino per la giornata  dell’orientamento professionale, elogiasse il M5S (fonte Repubblica). Altro endorsement – sempre di stampo ziosammesco, come la foto di Grillo intubato per le elezioni – che incoraggia a pensare male, molto male sulla posizione dell’italialand come terreno di esperimenti per Usa&getta. 

Oltre l’abominevole fatto che non si capisce il perchè un liceo debba ospitare un ambasciatore di uno Stato straniero, l’evidenza suggestiva e nauseabonda di una connessione statunitense con il progetto grillino prende sempre  più corpo.

Nel mentre Colombo Emilio non ancora in esilio, fa tutorial di haute  couture da Senato, gli eletti con M5S profluviano in riunioni e web-conferences…in giacca e cravatta!!! Il decoro, cari cittadini a faiv stars, non sta certo nell’abito. E se la bacchettata pedagogica vi viene sollevata da un cocainomane impunito per i disastri economico-socio-culturali prodotti in regione e nazione, e voi subito correte ai ripari, allora stiamo messi bene. Non che si dovesse presiedere scalzi, ma ho paura che si inizia dalla cravatta tessile e si finisce a quella culturale. Vedremo tra qualche giorno cosa succede.

Poi accade pure che lo Stato-Stato intenti processi allo Stato in trattativa con la mafia. E siamo in Sicily. Mentre, contemporaneamente, le operazioni di polizia in Lombardia sull’eccellenza sanitaria nazionale (così dicevano celesti, camiciati verdi, pidiellini e piddini tutti all’unisono evoè orgiastico da auto-unzione tangentistica) fanno segnare  il passo su chi pensa che sia la criminalità organizzata a tentare la politica, e non viceversa. Sarebbe meglio affidarsi alle parole di Mancuso, boss ‘ndranghetista che parla di ‘ndrangheta che non esiste più: ora è tutta massoneria (fonte CdS). L’equazione è semplice: massoneria-politica-criminalità e tutto il resto, colorito di tanto in tanto da requiem vaticanici.

Dicevo, tuttapposto? Cioè, mentre i tre-trè se le dicono di santa ragione, occupando ogni anfratto mediatico con le loro ipotesi e contrattazioni politiche, sembra che i mercati non risentano affatto di tutto ciò in proiezione futura.

E infatti, i mercati non ci si filano manco di striscio. O meglio, non ne risentono, perchè impegnati a speculare sulle contrattazioni sui bond italioti che fanno venire le palpitazioni ecocardiografiche pari al saliscendi degli indici di interessi da pagare nei prossimi anni. Intanto, il dittatorial-governo degli oligarchi-geronto-plutocrati tecnicizza che è un piacere.

Qualche esempio, tra i tantissimi: approvazione della Tobin Tax (per cui sriverò in altro post, legato alla situazione finanziaria macro-economica e relative disfunzioni sociali); emissione dei Monti-bond per salvare MPS dal fallimento giustificato; Passera si mette le scarpe da ballo e va in Grecia a sottoscrivere i TAP; decreti interministeriali per la truffa della SEN, come prontamente segnalano gli amici della OLA.

Se a Bruxelles e Roma è tuttapposto, cosa succede in Lucania?

Come per la vita nazionale, dove il PIL ha preso un tragico -2.4% con previsione di -1%ca nel ’13, l’economia lucana a numeri sta bene, ma nei fatti non sta meglio. Eppure, in questo disordine sociale picaresco tutto italiota, la Lucania incassa una dichiarazione che sapevamo sarebbe arrivata, prima o poi.

Sua Altezza il Manager Pulloverato Serg-i-o-Marchionni (pronunciato all’americana che fa più esotico e mi ricorda Serg-i-o- Mendes featured by BlackEyedPeas) alle parole grillesche di un referendum sull’uscita dall’euro, piomba anch’egli come un condor sulla preda comatosa. Aspettava solo questo il gran manager. Aspettava solo l’occasione di poter dichiarare che gli investimenti tanto agognati per gli impianti italici, non ci saranno, se si decidesse di abbandonare l’euro.

Quindi, congelando il biennio di CIGS di Melfi e i probabili non-investimenti programmati, e mai sottoscritti a tavoli sindacal-statali fantasma, l’economia lucana deve per forza  rivolgere il destro al comparto petrolifero, perchè l’agroalimentare e il turismo saranno sempre e comunque secondi scomodi sul ring da wrestling organizzato dalla regione: stritolare, stritolare, stritolare il territorio. Questo è lo spettacolo andato in onda sicuramente dal 1998. E non accenna a ridursi.

Anzi, si intensifica e ramifica. Si legge da Leo Amato sul QB, che l’Eni si porta avanti con il lavoro, lavorando 26k barili/die in più oltre gli accordi. Interessanti i retroscena che vedono coinvolto Viggiano (Direttore Generale del Dipartimento Ambiente) e la moglie  – insegnante di matematica – qualche anno fa “improvvisamente” socia in una ditta di servizi che ha lavorato con/per/in/sotto/affianco a ENI. La Med. Ing. srl si è occupata di ammodernamenti del COVA (Centro Oli Val d’Agri), mentre il Dipartimento Ambientale presieduto dal marito della signora, autorizzava AIA e ammodernamento proprio al COVA (sempre Leo Amato per QB). A voi il giudizio.

Quindi, mentre proseguono senza sosta i tentativi di allargare ancor di più la caratteristica di Regione-HUB Energetico nazionale e Sud Ue-ropeo (OLA), i dati sull’economia sono: un PIL 2011 di Eur 10.826,43mln. La variazione % sull’anno ’10 è di +1,047%; dall’inizio della crisi (’07) è +1,003% con uno spostamento quinquennale di +0,037% (fonte ISTAT). Tutto sommato il trend economico del PIL regionale tiene botta, soprattutto alla luce dei conti nazionali sempre più a segno meno.

Ma allora non si spiega perchè la politica lucana si stia tirando per i capelli in seno al Consiglio Regionale. Regolamenti di un Consiglio che di fatto è alla resa dei conti. Potenza e Matera sono state “prese” dal M5S per le politiche. Cosa succederà con le regionali?

Se l’indicatore delle urne non significa molto, soprattutto se la comparazione è tra nazionale e previsione regionale (ma a ben vedere è un dato che proietta l’umore urnesco, in ogni caso), rivolgerei l’occhio a un altro dato statistico del 2011: il 45,6% delle famiglie ritiene adeguate le risorse economiche delle famiglie; il 44,5% le ritiene scarse; il 9% insufficienti. (fonte ISTAT). Tralasciando le comparazioni e le analisi sui campioni, risulta che praticamente metà popolazione intervistata a campione dice che le risorse economiche per famiglia sono adeguate e l’altra metà circa, sebbene di poco inferiore, giudica le stesse risorse come scarse. Il dubbio atroce: è una regione a due velocità? La percezione della crisi è sbilanciata da uno sfalsamento del sistema impiegatizio lucano? Quali le aree di scarsità e quali quelle adeguate?

Fuggendo dalle spirali statistiche  – che pure hanno il loro pregio se si studiano a fondo senza impipparcisi troppo – volgo lo sguardo a un altro tipo di studi analitici macro-economici. Lo SVIMEZ è l’Associazione per lo sviluppo industriale nel Mezzogiorno. Nel loro rapporto del 2012 sull’anno precedente (’11), la Lucania risulta avere un PIL pro-capite di Eur 18.639,00. Ma al contempo, e come sottolineato sopra con un minimale di scostamento, è anche la regione del Sud italiota ad aver spiccato un balzo di PIL rispetto a tutte le altre.

Inoltre, rileva lo Svimez, che il biologico italico parla dialetti meridionali: il 62% del totale nazionale di superficie biologica è al Sud. Ma la nota più curiosa di altre è che, se tutte le regioni meridionali hanno segnato punti positivi di incremento nel settore agro-biologico, la Basilica(s)ta è l’unica a detenere  un record molto poco apprezzabile: nel 2011 ha praticamente dimezzato la superficie  di territorio dedicata a questo settore (Rapporto Sintesi 2012 di Svimez).

Da cui: impoverimento coatto del territorio per lasciare posto alle trivellazioni che, seppur portano in alto il PIL regionale insieme al cascame di provviste giacenti da sovvenzioni Ue-ropee, non provvedono a un reinvestimento dei fondi su base occupazionale-sanitaria-ambientale e che rende le famiglie insoddisfatte della spesa producendo divario economico e migrazione giovanile. Il ciclo dell’epico cane che si morde la coda in una spirale centripeta che espelle le risorse umane e depreda quelle ambientali, uccidendo di fatto quelle umane rimaste.

Insomma: come già affrantato da numerosi studi internazionali, il PIL non significa niente, se non lo si rapporta allo stato reale del territorio. E quello Lucano è stato ridotto a un vero cesso da una dirigenza cieca e collusa con le maccchinazioni di interessi pubblico-privati, ma pur sempre privatistici. Massonici? Archetipicamente Feudo-Cleintelari?

Ci sono degli elementi che devo sottolineare per dare un più bilanciato contemporaneo outlook lucano.

Uno mi viene da Basilicata24. Ed è un’analisi sferzante e quantomai lucida dello stato politico regionale. Michele Finizio ha pienamente ragione quando parla della sconfitta dei Feudatari Lucani di PD e PDL. E ha altrettanto ragione quando si sconcerta dinnanzi alle lotte di potere interne al partito di maggioranza (entro cui si inscrive il celebre Partito-Regione), denunciando una situazione che fa passare la Lucania dalla Padella alla Brace.

D’altro canto, è obbligatorio porre l’accento su una situazione che cela molti dei chiaroscuri lucani – più scuri che chiari, a dirla tutta. Karakteria pubblica per mezzo de L’Indipendente Lucano e di un suo giornalista un paio di articoli sulle preoccupazioni relative alla gestione della giustizia da parte della Procura di Matera, oltre ad affrontare i nodi apicali dell’immobilismo lucano. Gli articoli parlano di Giustizia Bloccata e del dubbio che Un Manipolo di Massoni  controlli il Tribunale di Matera.  

Lo stritolamento territoriale passa da politiche economiche Ue-ropee bieche e cieche. Si inscrive in un riformismo di facciata italiota, benchè fondamentalmente prono ai diktat brusselliani. E mentre si consuma questo stallo alla messicana in salsa pittoresca italica, passano sotto banco decreti ministeriali di un governo tecnico che ha dittatorialmente trasformato intere porzioni di territorio in zone espropriate per farne enormi pompe di benzina. In questi territori, politicamente asserviti a comportamenti indecenti dell’eletto e comunque traditore delle prerogative di un elettorato che continua a essere parzialmente accecato da promesse, si consumano dinamiche locali molto preoccupanti. Come il tradimento della vocazione regionale lucana naturalmente votata all’agricoltura e al turismo. O come il mancato re-investimento delle royalies dell’attività petrolifera per cercare un riequilibrio delle stragi occupazionali, ambientali e sanitarie. Il tutto grazie all’avallo di trasversalità del mondo politico, industriale, finanziario e di poteri che troppo spesso deviano dal manuale di comportamento e fedeltà alle istituzioni. Esempi che vengono denunciati finanche dalla DDA, ma che neppure trovano terreno fertile nella dialettica internettiana, tutti presi come sono da problematiche di ben altro respiro. Un ciclo tratteggiato con squadra che non quadra e compassato compasso!

E tra questi respiri che lasciano il fiato sempre più corto e stritolano l’animo, si conclude la vicenda danbrownesca delle dimissioni del papa cattolico: il tripudio di fedeli fanatici accalcatisi sul pavè bagnato di san Pietro si stempera all’improvviso al nuntio vobis gaudium magnum. Non essendo tra quelli in pope position, dal conclave inframezzato dai briefing a ora di pranzo,  esce fuori il nuovo papa: Francesco I, ovvero Jorge Mario Bergoglio, argentino.

Da Hugo Chavez a FrancescoI…

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4 risposte a Que Pasa? Giustizia Giustiziata, SEN a Tradimento, Debiti di Plasma, PIL Lucano Inutile, Massonerie in Procura, ‘Ndrangheta nella Massoneria e Papa Francesco I

  1. roberta ha detto:

    Ma se non hanno sul groppone la connivenza con qualche regime stragista del secolo scorso noi non li vogliamo i papi eh???

    • unlucano ha detto:

      Eheh, anche se c’è poco da ridire, onomatopeizzo un sorriso amaro e beffardo. Narrano le cronache – vedi http://www.navecorsara.it/wp/2013/03/14/francesco-i-un-papa-allombra-della-dittatura/ – che il neo-eletto pontifice fosse un ottimo appoggio gesuitico al dittatore Videla. Sempre le stesse cronache, narrano di un repulisti del curriculum di Jorge Mario Bergoglio, ora Francesco I. Lo stragismo o l’appoggio a dittature del secolo scorso dovrebbe fare il pari con ben più lontani rappresentanti della chiesa romana, già promotrice di guerre, locali e internazionali, come le crociate, Lepanto, e altre azioni belliche. Ora, facendo un piccolo esercizio casalingo di geopolitica spicciola, se Chavez è stato tolto di mezzo, quale migliore occasione di un gesuita ibero-americano a portare avanti la repressione imperialista nella parte australe del continente americano? E, farlo dalle antenne di radio maria, non ha prezzo. Ecco perchè Obama si era espresso in favore di un capo di Stato vaticanico che fosse d’oltreoceano e chiaramente più vicino ai diktat a stelle e strisce. Non statunientese, per quello che riferiscono le cronache pedofile. Già il brasileiro avrebbe sparigliato non di poco le carte: troppo potere alla nazione capofila dei BRICS, oltre tutto già detentrice della componente cattolica più numerosa al mondo. Insomma, sì! Condivido il tuo pensiero: fumata nera anche questa volta, che poteva essere la volta della svolta per i cattolici e per la religione in funzione di lideraggio sociale. M’ha fatto morire dalle risate l’amico Pietro Dommarco su FB: Habemus Pampas!!…con Bolas, Lazos e Quisquilies Dittatoriali annesse&connesse, aggiungo io. Un abbraccio Rob!…e al prossimo papa: tanto mi sa che hanno preso la via del governo italiota: legislature brevi, ma intense!

  2. mcc43 ha detto:

    Nella febbre di seguire minuto secondo per minuto secondo gli assoli dei grilli e i borborigmi dei camaleonti, sono arrivata solo oggi a gustare questo post che, al 17, appare quasi mite!!!
    E ci aspetta un mese almeno di crescente caos e voglia di emigrare. Ma dove? Non c’è angolo del pianeta ormai, resta la Galassia.
    Muove il riso, in tanto sfacelo, constatare quanti ANTICLERICALI rinfacciano a Bergoglio un passato collaborazionista che poggia su un’unica voce: Horatio Verbitsky , il quale ha raccolto si fonda sulle accuse di due PRETI. A dire che le categorie dell’amico e del nemico sono molto permeabili. A piacere.
    Ciao, b domenica

    • unlucano ha detto:

      Buona fine di domenica anche a te! Sì, in effetti, in pochissime ore – o minuti secondo come bene inquadri tu – cambia tutto così velocemente che questo post appartiene al past-tense del giurassico. Ho cercato di collegare debiti di sangue, debiti economici sanguinolenti, politiche massoniche, politiche sanguinarie e sangue divino (un caso l’elezione del pontefice, avrei scritto altro), ma se tu mi scrive che è diventato mite, quasi-quasi mi sollevi: pensavo che fosse irrilevante! Emigrare? Sì, ancora, ovunque, purchè ci sia un ettaro di terra da potersi godere in pace prima che se la compri qualcuno per l’affare del secolo…e la galassia è già l’affare per qualcuno:)! Sul papa che si è voluto chiamare Francesco ne avrei tante, ma la tua è così tranchant, che è meglio mettersi da parte e rileggersela per bene. Ecco: gustarsela in santa pace, perchè quando qualcuno mi scrive che “le categorie dell’amico e del nemico sono molto permeabili” io non posso aggiungere niente altro: hai detto tutto tu! E lo condivido! Chau Habibi, grazie per esserci e a presto.

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