Monte Paschi Siena Brucia con Alexandria…e altre Amenità Politico-Finanziarie!

Monte dei Paschi di Siena e il fondo senza fondi Alexandria svelano il teatrino dei pericolosi giochi di mano (in questo caso sinistra) a cura dei prestidigitatori nostrani. Tra le varie amenità politico-finanziarie italiote, brucia la banca più antica del mondo come la mitica Alexandria?

Lo scandalo Monte dei Paschi di Siena inizia a far tremare il già collassato sistema italiota, tenuto in piedi da una presunta unità repubblichina raffazzonata sin dalle fucilazioni e dalle carceri dei savoia e dei vaticanici. Sarebbe davvero troppo lungo elencare le matrici massoniche entro cui inscrivere il sistema bancario e gli affari che giustificano la politica, quella italica in particolar modo.

Di certo è un passaggio perverso. Se Monti – uscente primo ministro del governo geronto-pluto-oligarco-dittatoriale imposto da Napolitano e tanto impegnato in una incostituzionale campagna elettorale basata su un inconcepibile sistema elettorale che nessuno ha voluto cambiare – si esprime seccamente a voler sottolineare la regia politica del PD sulla banca senese e condannando le frammistioni politico-finanziarie degli scrannati di Roma, allora v’è bisogno di ricordare al professorino che lui è uno di quei “rari” esempi di consulente bankster impegnato in politica. Monti, ma non eri consulente di Goldman Sachs? E insieme a te non c’era pure alla vice-presidenza quell’illuminato di Draghi che ha fatto piovere miliardi alle banche europee?

Appena ho sentito queste dichiarazioni, m’è venuta la malsana idea di verificare chi mai avesse riportato la perversione della dichiarazione di Monti. L’unico che ho trovato è il Fatto Quotidiano nella notizia che propongo in link (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/25/mps-oggi-lassemblea-straordinaria-da-grillo-alla-lega-e-ingroia-tutti-a-siena/479762/).

Questo fuggi-fuggi assembleandosi a  Siena come se bruciasse la terra  sotto i piedi dovrebbe far capire qual è il grado di pericolosità dell’ennesimo scandalo bancario da sei o sette anni a questa parte. E partendo con i derivati sub-prime degli sharks tipo Lehman Brothers a stelle e strisce, si passa per Barclays, City Group, Hsbc con la manipolazione degli indici Libor, coefficiente base  su cui si è ratificato l’Euribor e tutti i tassi d’interesse dell’Eurozona come del resto del mondo (http://www.bbc.co.uk/news/business-19199683).

E Bankitalia? Dichiara di essere stata tenuta all’oscuro dei movimenti dell’istituto senese. Sarebbe troppo facile sprecare parole su un organo di vigilanza quale la banca nazionale che ha lasciato passare diverse operazioni fallimentari e scandalosamente criminali come Cirio e Parmalat. Aspetterò le evidenze, anche se di evidente c’è il fatto che la lottizzazione politica dell’organo di vigilanza Bankitalia se le lascia passare  proprio tutte sotto il naso-sniffatore di soldi. Il problema è che anche questa volta c’è uno zampone politico  e anche questa volta sarà lo stato a dover intervenire e saldare il conto del crimine finanziario. Domanda: saremo ancora spettatori ignavi dinnanzi al prelievo che sarà presumibilmente effettuato per salvare l’ennesimo istituto bancario italiota, reo di aver agito spandendo derivati-bufala manco fossero mozzarelle d(r)op?

Quindi, in piena bagarre elettorale, non sono assolutamente curioso di sapere come reagirà Bersani alle parole di Monti, come a quelle di tutti gli altri avversari della politica da stadio nostrana, visto che è noto a tutti il controllo “rosso” della Fondazione MPS e quindi dell’istituto bancario. L’apologetica mediatica sposterà abilmente i riflettori su altre questioni, forse più tecniche del consentito, pur di smarcare Bersani e la flotta di piddini già certa di maggioranze suine in parlamento.

Amenità Politico-Finanziarie. Al devastante incedio dolosamente appiccato da MPS, c’è chi si pronuncia dall’alto della propria “proverbiale” onestà politico-finanziaria. Tra tutte le stronzate vestite di amenità, mi prude sottolineare quella del barbaro di nome e di fatto Maroni. Strano sentire parlare sta gente di banche e vigilanza, quando proprio loro ricorsero al potere politico del Tremonti Ministro per far salvare dal fallimento la Credieuronord (http://www.disinformazione.it/credieuronord2.htm), anche nota come Banca della Lega. Delle faccende di rimborsi elettorali investiti nei diamanti o in fondi esteri grazie al proprio segretario Belsito, se ne sta occupando la magistratura; quindi, lascio stare l’approfondimento, perchè non vorrei che il sogno del barbaro s’interrompesse sul più bello!

Caso perverso nel panorama della stupefacente tossica politica italiota è quella dell’abatino Casini. Suo suocero Caltagirone era fino a qualche giorno addietro in quota consiglio MPS e ha rinunciato alla carica di vice-presidente della banca, non per sua spontanea volontà, ma per giudizio del trib.le di Milano (http://infosannio.wordpress.com/2013/01/04/caltagirone-il-suocero-di-casini-e-il-piu-ricco-ditalia/). Il pilatesco unisci-i-punti-di-centro fino a formare lo scudo di una crociata monacale accoppiato a Monti si limita a dire che “[…] e’ d’accordo con Renzi sulle ”evidenti responsabilita’ politiche senesi” nelle vicende del Monte dei Paschi di Siena. Ma sottolinea inoltre che non e’ stato fatto alcun regalo all’Mps perche’si tratta di ”prestiti”. ”Lo Stato ha il dovere di garantire i risparmiatori”.” (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=587766&IDCategoria=2685).  Prestiti? Garantire i risparmiatori? Sarei curioso di sentire cosa ne  pensa il suocero-pagante!

Quelli della banda berlusconante e dei vari centri-destra fascisotidi li tralascio per un improvviso senso di pudore: ci sguazzeranno dentro come i maiali, sperando in qualche viagra sondaggistico che gli faccia rizzare il punto percentuale. Ma il problema dell’antennato milanese sta nella riduzione della scorta: ma perchè c’ha diritto a una scorta? Controlla nel bagagliaio, che forse un  ruotino per la bicicletta da usare  per tutte ste discese in campo lo trovi pure!

E Grillo? Caso anomalo, visto che è un azionista del Monte dei Paschi. Ha assediato la piazza. Ha tirato strali a Profumo e al dimissionario presidnete di ABI – ed ex presidente dell’isituto senese – Mussari. Ha parlato di cifre che fanno rabbrividire. Ma sostanzialmente ha detto quello che pensa in cuor suo ognuno di noi: la banca doveva fallire! (http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/25/mps-grillo-cerca-labbraccio-dei-senesi-tra-sorrisi-e-toni-morbidi/480003/). Sono d’accordo con lui: non è possibile che le banche siano state salvate dai propri baratri finanziari a scapito dei risparmiatori o dei semplici correntisti, ricevendo come bonus Mario Draghi alla BCE che ha fatto piovere miliardi di euro per assestarne i bilanci disastrati o  – e questo il vero velo da squarciare, ove esistesse – per coprire i crimini efferati delle operazioni di compravendita o di sottoscrizione di prodotti finanziari derivati.

E in Lucania? Sarebbe efficiente conoscere i movimenti della banca piddista in una delle regioni “rosse”  par excellance: la Lucania. Chissà se il Partito-Regione i cui vertici consiliari fanno capo-inchino al PD – ivi incluso il presidente kzar-governor De Filippo – non abbiano dovuto ossequiare gli apparati filo-stalinisti nazionali incamerando qualche frattale derivato da equazioni politica-finanza. Insomma, chissà che il bilancio regionale lucano non porti in pancia qualche bella sorpresina targata Monte dei Paschi…sapete di quei prestiti tanto vantaggiosi a interessi disinteressati..!?!

Non è demagogia: sarebbe una magia! In definitiva chiudo scrivendo che le banche  devono chiudere. Me ne fotto altamente di chi piange per un posto di lavoro perso nella banca: è un agricoltore salvato o quello che vuol essere! Banca è sinonimo di corruzione: primo perchè mercanteggia soldi e in seconda analisi perchè mercanteggia la vita delle persone attraverso i soldi. Il tanto pubblicizzato ricorso al credito, altro non è che un ricorso al DEBITO. Debito che da privato in una contrattazione banca-individuo, diventa pubblico, quando gli interessi della banca collimano con quelli economico-politici, e viceversa. Chiudere le banche e riformare la convenzione monetaria è uno dei primi capisaldi per cambiare il sistema di vivere e smetterla di macinare mercantilismo a ogni angolo di strada, tipo via banco-mat. Le banche  sono nel tessuto organico di una comunità. Anzi, come la MPS, sono IL tessuto organico, ovvero scrivi Monte dei Paschi e leggi Siena. Ma vogliamo crescere definitivamente e oltrepassare le convenzioni che poi sono circonvenzioni, o bisogna continuare a crescere con il Monopoli sotto il letto, anelando una bella ipoteca per il diritto alla casa (sancito in costituzione), un prestito per l’attività imprenditoriale (leggi diritto al lavoro, in costituzione anch’esso), o – come da ultime follie italiote – un debito spalmato per le vacanze, il matrimonio, etc.?

Ma come diavolo parli?! Demagogia? No, la chiusura delle banche sarebbe una conquista, l’unica vera  magia che non ha bisogno dei presti-digitatori politici di pin e firmatari di verbali assembleari di CDA bancari e simili. L’incendio della Biblioteca di Alessandria d’Egitto fu una sconfitta per tutta la cultura del civile mondo Mediterraneo (e guarda caso c’entravano i futuri cattolici, di centro, destra o sinistra poco importa): l’incendio causato dal derivato Alexandria riuscirà a far balenare l’idea che bisogna pur tornare a declinare e coniugare i verbi della culla Mediterranea, buttando a mare anche le zavorre culturali bancarie?  

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