Grillo e Casapau: risponde la Redazione Basilicata 5 Stelle Matera

Sollecitati da una mia e-mail – come già accennato nel post precedente https://unlucano.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=819&action=edit… – risponde la Redazione di Basilicata 5 Stelle attraverso una delle attiviste di cui più ho apprezzato l’impegno originale, sensato e focalizzato, insieme a Vito Petrocelli, Jack e altri.

Lei è Mirella Liuzzi, o la Dottoressa Mirella Liuzzi se vogliamo proprio declinare per intero i titoli. Il contenuto dell’e-mail è sostanzialmente quanto ritenevo doveroso qualcuno del movimento dovesse pur fare, ovvero replicare a quello che il mainstream  – e Casapau – hanno manipolato a dovere, unitamente all’ambiguità e ai puntini sospensivi del discorso di Grillo. Mi spiace che la risposta di Grillo non sia stata tanto eclatante da poter annullare l’impatto mediatico negativo del discorso tenuto davanti al Viminale con Di Stefano, coinvolgendo così la base del movimento in maniera inopportuna e facendola  finire  in un gorgo di improperi a loro diretti ingiustamente declinati nelle più diverse salse. Un conto è il disaccordo delineato in maniera sufficientemente analitica o la presa di distanza a mezzo domande e opinioni tale come è stata proposta su questo blog, un conto è agire sempre come se si fosse allo stadio, atteggiamento questo tanto caro alla maggioranza dei medievisti italioti sciarpati di simboli e sbandieratori nell’arena dell’anestesia da tele-voto.

Cercando di sviscerare dubbi che mi hanno pervaso nell’incomprensibilità di un ipotetico apparentamento e di cui ho cercato riscontro, sono veramente lieto di poter pubblicare la risposta per me più che esaustiva di Mirella Liuzzi.

L’e-mail l’ho ricevuta il 16/01/2013 alle 16:09 e la pubbblico così com’è, escludendo solo i dati sensibili.

“Ciao Francesco.

Sono Mirella Liuzzi e sono capolista alla Camera per il MoVimento 5 stelle nella circoscrizione della Basilicata.

Non posso fare altro che raccontarti la mia esperienza personale con Casapound e quella del M5S Matera.

Tre anni fa come Movimento Cinque Stelle Matera dovevamo decidere se partecipare o meno ad un evento di pulizia nei sassi con Casapound. Gli organizzatore erano un gruppo di persone aderenti a diverse organizzazioni ambientaliste. Come MoVimento 5 stelle decidemmo di non partecipare a quella iniziativa proprio per la presenza di Casapound. Alcuni del nostro gruppo furono contrariati e addirittura si dissociarono dalla maggioranza. Alcuni non parteciparono più alle riunioni del M5S per molto tempo, poiché ritenevano la manifestazione degna, a discrezione di chi vi partecipasse. La maggioranza quasi assoluta invece, (tra cui anch’io) presero netta distanza da questo tipo di manifestazione per la presenza dei “fascisti del terzo millennio”. Trovi un video  dell’evento che testimonia quanto dico.

Veniamo invece alla mia esperienza personale. Nella primavera del 2010, a Matera si tenne un incontro un convegno di Casapound che andai ad ascoltare. Si voleva rivedere la figura di Che Guevara come esponente anche dei valori della destra estrema, guardare per credere http://youtu.be/-y0VAobhLsE. Sul mio blog scrissi un articolo su questo convengo e criticai molto il modo di agire di Casapound, tanto da meritarmi l’attenzione di alcuni esponenti locali fascisti. Per un po’ di settimane tentarono in tutti i modi di mettersi in contatto con me, per parlarmi. Io dissi più volte che non c’era niente su cui poteva discutere, che non potevamo parlare di valori per me fondamentali e che non c’era possibilità di dialogo politico. Al quel convegno intervenne e partecipò anche Buccico, ex-sindaco di Matera. Chissà se qualcuno gli ha mai chiesto se fosse fascista o antifascita. 

Ed ora invece lo chiedono a me e questo oltre che farmi sorridere, mi fa anche un po’ incazzare. 

Il movimento 5 stelle è portatore di un valore in particolare: la democrazia partecipata e l’idea che uno vale uno. Questi valori sono completamente in contrasto con quello che dice Casapound. Per cui, per quanto mi riguarda, non c’è alcuna possibilità di dialogo. Se mi chiedi se un aderente a Casapound si può iscrivere al MoVimento, io non posso che dirti di sì. In realtà lo può fare anche un terrorista delle BR, se non è mai stato condannato e non ha tessere di partito. Il problema è che non basta essere iscritti, ma bisogna confrontarsi con il gruppo locale. Immagina cosa accadrebbe se noi come gruppo dovessimo avere a che fare con un fascita! Noi che non abbiamo addirittura partecipato ad un evento di pulizia nei Sassi solo perché era presente Casapound!

Beppe Grillo ha commesso un’ingenuità e il portavoce di Casapound ne ha beneficiato, perché non si è fatto che parlare di questa forza politica, sconosciuta ai molti. L’ingenuità di Beppe, preso in un momento delicato come la presentazione del simbolo, è stata rettificata da lui in persona, sulla spinta di noi attivisti (immagino). Ti invito a leggere cosa ha scritto sul suo blog: http://www.beppegrillo.it/2013/01/le_balle_quotid.html

Purtroppo se ne leggeranno e se ne vedranno fino alle elezioni di peggiori, poiché l’informazione ha montato un caso allucinante e ovviamente in molti ci sono cascati.

Ti invito a leggere un articolo del “Fatto Quotidiano” su quanto accaduto che giudico corretto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/01/13/grillo-casa-pound-e-linformazione/468500/

Mentre qui trovi il video integrale della chiacchierata con Casapound: http://www.youtube.com/watch?v=jeVgiMFE-MA

Spero sia tutto.

Se ho capito bene sei di Matera, per cui se vuoi, possiamo farci anche di persona una chiacchierata.

Un saluto

Mirella Liuzzi, attivista M5S Matera”

A parte rettificare la mia città di origine (Potenza) e l’attuale residenza fuori regione, la mia risposta è stata innanziutto il doveroso ringraziamento perchè – nonostante in fase delicata e adrenalinica di preparazione per  tour elettorali e azioni sul territorio – Mirella ha trovato il tempo di rispondermi, cosa quanto mai rara e inusitata, visto che è una donna impegnata con il suo movimento politico e candidata alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione Basilicata. Inoltre, e a parte alcune considerazioni discretamente approfondite sulla questione ideologica e sul controllo degli attivisti, colgo l’occasione per citare un passaggio basilare sul nostro scambio andato avanti:

“[…] Credo che tu abbia perfettamente ragione quando dici che chi ha precedenti penali o tessere di partito non si può neanche avvicinare al movimento, ma chi è fascista dalla nascita sì! Purtroppo in nessun modo si può evitare tutto ciò, perché non esiste e non può esistere un modulino di autocertificazione di antifascismo, ma esistiamo noi attivisti a fare da cane da guardia, non preoccuparti! […]”

Detto ciò, i miei dubbi sul fatto che vi siano troppi puntini sospensivi sulla chiacchierata di Grillo con Di Stefano permangono. Cioè, sono proprio i puntini sospensivi delle risposte di Grillo date ad alcune asserzioni di Di Stefano che dovrebbero riequilibrare il giudizio. Ed è questo di cui c’è bisogno per appurare con il minore pregiudizio possibile le dichiarazioni di Grillo che parla con chi è dichiaratamente neo-fascista: seguendo attentamente il video, pare che vi sia tutta  l’intenzione del casapau di volersi apparentare a Grillo e non l’esatto contrario. Ma il primo video che girava in rete era tagliato ad hoc su pochissimi passaggi estrapolati e artatamente focalizzati da un punto di vista non oggettivo, quanto meno ai miei occhi.

Venendo al dunque: Grillo si dichiara non-fascista, anzi lancia la palla perchè questo bipolarismo degli “anti” sia definitivamente superato, anche e attraverso l’operazione non semplice di responsabilizzare l’uno che sia uno per sè, ma soprattutto per gli altri. E in questo sono pienamente d’accordo con quanto asserito pur rimarcando che il superamento delle barriere ideologiche in nome di una responsabilità civile avulsa  da tessera del tifoso non devono mai e poi mai dimenticare le radici stesse che hanno prodotto tali convinzioni ideologiche, doverosamente da sottolineare.

Per ciò che riguarda Mirella Liuzzi e il M5S Basilicata, lungi dal voler santificare alcuno ma con il preciso dovere personale di poter dare visione e visioni che siano le ampie possibili, sono molto soddisfatto delle risposte che mi ha dato, sia per la persona Mirella, che per ciò che concerne il modo di agire del Movimento Politico: è questa la linfa concretamente democratica di cui abbiamo bisogno, non della demagogia – quella sì, vera e mediatica – che attanaglia questa pesudo-repubblica fin prima della sua nascita.

Se le strutture e le sovrastrutture servono a leggere la realtà in un dato modo, che poi incontrovertibilmente in italiand porta a divisioni dicotomiche, le asserzioni di Mirella mi aiutano a poter riporre fiducia nell’impagabile lavoro che queste persone stanno svolgendo. Non sto parlando di un appoggio spassionato e incondizionato a Grillo, ma della stima da riporre in chi si spende realmente per il territorio, laddove per territorio intendo l’area geo-antropica interessata. Ed è per me innegabile che chi mi ha risposto lo sta facendo e auguro a tutti loro il successo sperato.

Quindi, e a parte i dubbi o gli “inciampi” che possono umanamente intervenire, la politica così come si deve riscrivere, deve partire solo e solamente dai movimenti spontanei; non tanto per la sussistenza parassitaria del sistema, ma anzi avverso l’esatto contrario: è con il movimento viscerale e razionalizzato che ognuno di noi potrà far cambiare la putredine del sistema verticistico o para-statale dei partiti politici succhia-soldi e ignavi di un operato che  – fotografie impietose alla mano – ci consegnano una nazione in preda a rantolii comatosi.

In definitiva, prescindendo da Grillo e Casaleggio, mi sento di rinnovare ancora una volta la mia stima a queste  persone che tentano di esercitare NON IL POTERE, MA LA DEMOCRAZIA VERA, costruita dalle persone per le persone e per il territorio: il lavoro basilare e quotidiano che non è inchiavicato necessariamente a un mandato senza vincolo per appoltronarsi, ma è la precisa responsabilità di tutti noi. Dove? In una regione colonizzata dalla DC e derivati-avariati imporporati a dovere dalla longa manu vaticanica, da un imperialismo del PD impastato con le opposizioni o da un’altra ridda di stemmi e simboli nuovi o vestite da nuovo pret-a-voter che, per partecipare alla poltrona del debuttante, forse non parlano alla luce del sole con gli estremisti destra-sinistra o con i fanatici del centro, ma sono intrisi di polit-burocratese spinto e imperversano con i paradigmi da Ancien Regime.

Ribadendo la mia personale soddisfazione al modo di agire di Mirella Liuzzi  – e spero della crew di Matera del Movimento 5 Stelle Basilicata – chiudo questo post con positività, ovvero l’emozione di sapere che “eppur si muove”, la civiltà in Lucania.

Questa voce è stata pubblicata in Quotidiani: dei fatti e misfatti Lucani. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Grillo e Casapau: risponde la Redazione Basilicata 5 Stelle Matera

  1. unlucano ha detto:

    A commento di questo post mi è arrivata una nota di una persona dichiaratamente fascista. Siccome non so come rispondergli, visto che mi offre una pagina FB, può leggere direttamente la mia risposta da qui. Non sono un censore, e non tollero chi applica o fa uso della censura (in questi giorni in un certo qual modo la sto subendo io, quindi). Però, almeno, cerco di ovviare al mio comportamento, rispondendo per vie generali. Questo è un blog che – tra l’altro – è particolarmente anti/fascista. E per fascismo non intendo solo quello di destra, ma qualsiasi fottutissima forma di ideale impositivo,coercitivo, idolatra, discriminante/esaltato ed esaltante, etc. Invito con tutta la cortesia che mi è propria di voler indirizzare le proprie istanze all’oggetto stesso della sua risposta: Liuzzi, M5S, Petrocelli, e chiunque abbia partecipato agli scambi tra di voi. Ci sono cose che non si possono condividere. E il fascismo – ripeto: qualunque esso sia – e i propri aderenti non li condivido e non possono trovare spazio su questo blog. Se ti fossi presentato con nome e cognome, sarebbe stato molto più semplice poter parlare e scambiare opinioni. Svestirsi dei panni colorati o marchiati, alle volte può funzionare. Ma, evidentemente, rimarcare l’appartenenza è più forte della volontà di relazionarsi. Qua funziona così. Niente di personale!

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