Sanità Lucana-Tagli Spending Review con Veline, Autoincensamenti, mientras en España…!

In ossequio ai tagli della spending review targata governo-imposto Monti et associati, la Sanità Lucana per mano e bocca del suo massimo dirigente – Sig. Martorano – si autoincensa e taglia quanto di seguito riportato per intero dall’art. della GdM (e non sapete quanto mi duole postare sta velina!!):

” 29 giugno 2012

Sanità, Basilicata
crea centrale acquisti

POTENZA – La Regione Basilicata realizzerà una «Centrale di committenza» per l’acquisto di beni e servizi e «un’autoassicurazione» del sistema sanitario per la copertura dei rischi derivanti dalla responsabilità civile delle strutture sanitarie: è previsto un risparmio complessivo di 9,5 milioni di euro per le casse regionali, di cui cinque con il sistema dell’autoassicurazione e 4,5 milioni con l’allestimento della Centrale. Lo ha reso noto, attraverso l’ufficio stampa della giunta regionale, l’assessore alla sanità, Attilio Martorano: «Con questi provvedimenti – ha detto – continuiamo a declinare la linea di rigore e mantenimento dei servizi: per far fronte alle indubbie difficoltà finanziare che la situazione nazionale e internazionale impone stiamo portando avanti ogni possibile iniziativa di efficientamento che sia compatibile con la scelta dell’eccellenza nella sanità lucana. Non a caso brilliamo, in particolar modo nello scenario meridionale, per essere la Regione che non ha problemi di piani di rientro e commissariamento per la spesa sanitaria e, al tempo stesso, garantisce elevati standard di qualità nell’assistenza». Il provvedimento sulla gestione diretta dei sinistri nasce dall’esigenza di contenere considerevolmente la spesa sul premio assicurativo delle aziende sanitarie: il premio annuo attualmente pagato è di nove milioni, rispetto a risarcimenti totali di un milione di euro a carico delle assicurazioni. Per l’acquisto di servizi e forniture, invece, l’obiettivo è di contenere la spesa attraverso l’aggregazione della domanda. In pratica, le quattro aziende sanitarie lucane saranno in grado di acquistare servizi al prezzo minimo oggi pagato da una di esse. E’ prevista una riduzione della spesa almeno del due per cento (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=531379&IDCategoria=12)”

All’articolo m’era venuta la folle idea di postare un commento. Per ovvi motivi diktatorial-giornalistici non è stato neanche preso in considerazione (e meno male: nziamai na voce diversa!).

Quindi lo pubblico preciso e conciso tale come lo avevo salvato. M’ero chiesto cosa avrò mai scritto? Turpiloquio? Tentativi di eversione? Minacce? Argomenti fuori dal topic? None: solo due appunti mediamente logici, forse appena-appena critici, ma sempre propositivi (forse troppo?!):

Bene Ass. Martorano. Sarebbe altrettanto lodevole se:

1) si specificasse questo prezzo minimo e perchè quello e non uno inferiore, con una ricerca di buying più serrata ed efficiente; sarebbe gradita la specifica su questo 2% invece che il 5%;

2) si trovasse il modo di pubblicare una piattaforma sintetica (almeno quella) degli steps che il compartimento da Lei diretto progetta/pianifica e adotta; ovvero una lista mensile dell’approvvigionamento delle ASL; questo affinchè sia trasparente, perchè il cittadino possa esserne semplicemente edotto, perchè  – molto probabilmente – il cittadino possa dire la sua e magari intervenire con suggerimenti fattivi e fors’anche risolutivi in taluni casi;

3) il budget salvato fosse speso per iniziare immediatamente il monitoraggio serrato delle malattie, tumorali in particolare; questo per dare il via a un’azione di screening serio ed efficiente sull’individuazione delle cause occorrenti o concorrenti a tali malattie o patologie.

Buon Lavoro!”

A voi la riflessione!

Per motivi di spazio non ho potuto elencare tutte le decine di domande e proposte, ma tanto basta.

Ne aggiungo un paio per non esagerare:

1) perchè non prevedere un piano di studio sull’impianto della produzione endogena dei farmaci con scadenza di brevetto o acquistarne qualcuno o noleggiarne il titolo, etc; porterebbe sviluppo medico, lavoro (devo specificare quanti tipo di lavoro?), recupero di strutture e/o centri in via di spopolamento, nonchè l’enorme riduzione dei costi, soprattutto sui farmaci di largo consumo; garantirebbe un’autonomia mai vista prima (da non confondere con visioni autarchiche); in India, e grazie a grandi gruppi italioti, si stanno sviluppando aziende che producono farmaci a un terzo del costo attuale: devo aggiungenre altro anche qui?; solo un paio di esempi: i farmaci chemio o l’insulina per i diabetici fa scattare qualche sinapsi??? e qualche chimico farmaceutico non si recupera?;

2) perchè non efficientare la logistica dei nosocomi; ora mi sembrano dei mastodonti che ci vuole fegato ad amministrarli; basterebbe molecolarizzarli e diffonderli ancora di più sul territorio lucano, vieppiù l’aggravante delle vie di comunicazione completamente inesistenti; basterebbe replicare tanti piccoli centri, pur conservando una centralità amministrativa per costituire massa critica nella gestione degli acquisti, regimentazione del personale (visto che è sotto l’egida regionale, staccarsi da Roma e procedere virtuosamente); inoltre, avere tanti centri – al contrario di quello che viene naturale pensare – non solo eviterebbe costi immani in strutture chimeriche dall’eccellenza tutta da dimostrare (sebbene troppo pubblicizzata), ma favorirebbe un monitoraggio frequente e iper-aggiornato di ogni tipo di malattia, efficientando – questo sì! – lo screening reale e la banca dati, in maniera tale da poter intervenire immediatamente apportando le contromisure del caso.

Avessi letto da qualche parte qualcuno intervenuto sull’argomento. Si fosse presentato qualcuno – soprattutto gli emergenti politicanti e loro coscritti tesserandi – a voler solleticare un piano di tagli deciso-punto-e-basta, basato sulla finanza e nient’altro. Che grigio livello!

Eppure quando c’è da demagogizzare sulla sanità, si mettono tutti in rigorosa fila estetica ed estatica e si profondono paroloni! Mentre per i costi – che molto probabilmente non permettono l’adeguamento programmatico all’apertura di nuove voci di spesa, ancora per es. investimento per la prevenzione e controllo serrato nelle aree super-inquinate per avere un monitoraggio effettivo e non solo statisticamente vago, etc – nessuno osa pronunciarsi: pure qui, nziamai a toccare i santoni della sanità!!

Eppoi ci sono i filosofi del supposto new deal politicante lucano che si permettono lezioni, equilibrismi su reti circensi e altre evoluzioni, ma mai necessarie rivoluzioni copernicane! Nei temini svolti da scuola politica serale, dov’è un intervento in risposta a queste madornali sviste da manovre meramente finanziarie? Mediocremente piatoso!

Tant’è se vi pare!

Mentre attendiamo il piano dettagliato dai vari dicasteri romani – e nello specifico la Sanità – vi posto un articolo che illumina sui provvedimenti in atto in Europa, area PIIGS naturalmente, Spagna in particolare:

Da El Paìs del 2  luglio 12 (è davvero di semplice impatto; in caso abbiate bisogno di una traduzione, non esitate e vi sarà dato!) 

“¿Qué pasa con los medicamentos para los enfermos crónicos?

Los fármacos de aportación reducida seguirán subvencionados

El límite de pago por receta se duplica de 2,16 a 4,13 euros por receta

Los diabéticos o los enfermos de cáncer pagan un 10% de sus medicinas

 

 

 La insulina, los antidiabéticos orales, algunos tratamientos hormonales, antidepresivos, antipsicóticos, fármacos para controlar las arritmias de corazón, los medicamentos para el tratamiento del cáncer de uso hospitalario, los antiparkinsonianos, los antigotosos. Estos y otros muchos -unos 40 grupos de productos- son medicamentos de aportación reducida y su compra está subvencionada, y lo seguirá estando pese a la entrada en vigor del copago farmacéutico. El paciente, no importa su nivel de renta, paga un 10% de su precio con un límite de 4,13 euros por receta. Ese porcentaje, que antes se aplicaba solo a los activos (que normalmente pagaban el 40% de la medicación si no se clasificaba como de aportación reducida), ahora se aplica también a los pensionistas, que antes obtenían estos y el resto de fármacos gratis. Sin embargo, el límite de aportación por receta de estos medicamentos también llamados de cícero o punto negro (porque están marcados con un círculo negro en el envase) que antes estaba en 2,16 euros se ha duplicado hasta los 4,13. Una medida que responde, según Sanidad al incremento del IPC que llevaba, argumentan, congelado 10 años.

Estos medicamentos de cícero suelen corresponder a tratamientos indicados para los enfermos crónicos o con enfermedades de larga duración, explica Javier González Medel, médico de familia. Y ese es precisamente uno de los criterios para que un producto pase a ser considerado de cícero o punto negro. También tienen aportación reducida algunos fármacos cuando son indicados para el tratamiento de la fibrosis quística o la pancreatitis, y aquellos prescritos para el tratamiento del sida.

Dentro de los grupos de fármacos de cícero hay algunos muy utilizados, como el sintrón (dentro de los llamados anticoagulantes orales). También otros muy caros como los estimulantes de la ovulación, utilizados en los casos de infertilidad, que no bajan de 100 euros, de los que el paciente solo paga el 10% con ese límite de 4,13 euros. O la insulina, como explica Vicente Baixauli, vicepresidente de la Sociedad Española de Farmacia Comunitaria (Sefac). “El paquete de cinco autoadministradores de insulina, que suele ser el tratamiento habitual de un mes porque cada autoadministrador se utiliza más de una vez, puede costar unos 50 euros; pero como lleva cícero el paciente tiene una aportación reducida”, señala.

“Estos fármacos de punto negro suponen alrededor de unos 3,5 millones de euros de volumen de ventas y el 20% de las unidades”, afirma Cristóbal López de la Manzanera, secretario de la Asociación de Empresarios de Farmacia de Madrid (Adefarma).”

(http://sociedad.elpais.com/sociedad/2012/07/02/actualidad/1341228544_641421.html)

Indimenticabile la parafrasi del Don Quixote nel commento all’articolo di un blogger (Est.do Sr. Juan Carmona; http://utopiadejuancarmona.blogspot.com.es/2012/07/quijotadas-y-sanchandeces.html):

“Entonces, ¿obligamos a la gente a pagar por su salud y su seguridad?”. “Claro. ¿No te has dado cuenta de que ese es el mejor negocio de todos? Piensa, Sancho, ¿cuánto vale tu vida? ¿No estarías dispuesto a pagar lo que fuera por ella, en caminos, en medicinas, incluso en tu educación, para ser alguien en el futuro?” “¿Pero…y si no tengo posibles?”. “Entonces tu vida, Sancho, no vale nada”. Más quijotadas y sanchandeces: http://cort.as/2AjJ

 ¿Que añadir? Que nuestra salud està directamente comprometida nel nombre del balance de cuestas estatal? Que tenemos que pagar por los efectos de la explotaciòn no contrastada – sino incluso financiada da los directivos europeistas – de los desastres bancarios?

No hay muchas otras palabras para definir esa situaciòn, sino remarcar la preocupaciòn que estan comprando nuestra salud una vez mas: si acabarà lo que se supone sigue siguiendo tambien en Italia, esta serìa la fija que necesitaremos levantar voces y protestar en serio! 

¿Y la vida? Puedo solo cantarla,  gritando al mundo….¡GRACIAS A LA VIDA, QUE ME HA DADO TANTO!…

[…] Me ha dado la risa y me ha dado el llanto,
Así yo distingo dicha de quebranto
Los dos materiales que forman mi canto
Y el canto de ustedes que es el mismo canto
Y el canto de todos que es mi propio canto.

Gracias a la vida

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