Lucania e Il Treno dei Desideri: RFI Minaccia i Regionali – FAL Rinforza i Postali

Moretti AD di RFI dichiara durante un convegno bocconiano (ma guarda un pò che coincidenze strane e strampalate!) di essere arrivato al punto di dover sospendere i treni regionali nel 2013 a causa della carenza di fondi e/o del mancato “ricavo” pax/kms che, pare, sia al di sotto delle stime della trazione su gomma (cent€ 17,2 contro 10,8 della rotaia) e assolutamente inferiore alle medie europee ( si parla del doppio per la Francia e del triplo per UK). (varie fonti, tra  cui Repubblica, 11/o6/12).

Sarà anche questo un piano Montesco della cricca dei dictator-professorini?

La provocazione sottende al fatto che all’interruzione di pubblico servizio seguirebbe una denuncia; ma all’ AD di RFI non pare importagliene molto, visto che mutua la sua vita come l’azienda che malconduce: lui và dritto-dritto come un treno, senza capire, senza vedere, senza pianificare. Il CODACONS, per ovvi motivi, gli rinfaccia la  provocazione e rintuzza chiedendogli meno spinte sui frecciarossa e più organicità sul servizio in generale, ovvero focus sul numero dei pendolari e non filosofie su quattro treni sparati a velocità nel nulla infrastrutturale italico.

Intanto in Lucania le FAL, che non è una sigla terroristica ma le più celebri Ferrovie Appulo Lucane, se ne escono con la notizia (fonte GdM 11/06/12) che investiranno su nuovi e più performanti pullman.

Come scritto in Lucania Cantos VIII (https://unlucano.wordpress.com/2012/04/18/lucania-cantos-viii/), il treno lucano è un oggetto misterioso, a tratti invisibile, a tratti inesistente, a tratti: appunto a tratti, non in linea con il resto del mondo. Mi sono sempre chiesto perchè investire nella trazione su gomma piuttosto che non sul più sicuro e meno inquinante treno. Le risposte che cercavo purtroppo non risiedono in alcun documento, ma solo nell’inerzia e nell’infingardaggine di chiunque si sia occupato di infrastrutture  in Lucania. Se solo vi fosse stato un minimo di progettualità circa 70/80 anni orsono, o una 50 di anni fa per rimanere nell’età politica del senatore a vita E. Colombo, forse avremmo i treni che incrociano tutte le direttrici regionali, scavallando con opere d’avanguardia eco-compatibili ogni collina, ogni montagna. Ma è evidente che non è mai esistito lo stimolo a permettere che la Lucania avesse i suoi collegamenti con strada ferrata: era più conveniente far marciare ‘u pustal’ sopra e sotto a destra e a manca, invece che portare modernità, innovazione e migliorie minime alla viabilità, ai collegamenti, insomma alla vita della regione stessa e all’apertura verso l’esterno.

Come è noto a tutti, raggiungere la Lucania costa fatica, soldi, e martirio psichico. Una volta superati gli scogli dell’arrivo, iniziano quelli dello spostamento interno: e sò dolori de panza mica da poco. Per non parlare delle condizioni dei convogli ferroviari che risalgono ai primi anni del boom economico e mai sono stati rinnovati.

Dunque, u’ pustal’ ha la sua convenienza? No!  Perchè inquina di più; perchè soggetto a maggiore e frequente manutenzione; perchè più pericoloso mentre affronta tornanti da brivido nelle varie scalate/discese e impedisce un flusso di traffico regolare  (tipo affronti Abriola-Marsico, scendi da Castelmezzano vai a Maratea – senza passare dalla prigione del monopoli lucano, la Salerno Reggio – etc etc e ti trovi con il cuore in gola temendo di incontrare uno dei bestioni vestiti di blu..); perchè più oneroso a causa della manutenzione delle strade; perchè il personale addetto è soggetto a un’usura lavorativa maggiore, e via discorrendo. Chi ci guadagna? Le aziende private, pubblico-private, pubbliche che gestiscono la mobilità prendendo/gestendo fondi pubblici (statali e regionali); se, come dice Moretti, i ricavi pax/kms sono maggiori su gomma che non su rotaia, fatti due conti mi faccio un paio di domande: allora, perchè non rendere più competitivi i costi su rotaia e inibire il più possibile quelli su gomma? Perchè non prevedere investimenti capillari su rotaia, tanto da annullare l’attuale discrasia di ricavi e migliorare le comunicazioni, le condizioni di trasporto, e infine le condizioni ambientali? Perchè non prevedere un piano di investimenti/ammortamento della rotaia razionale, per evitare di dover vaneggiare pubblicamente che si ricava di più dal costo della trazione che usa  carburante sempre più oneroso? Facile, perchè a sta gente piace vincere facile: si eliminano i trasporti regionali da cui si hanno più rogne di lavoro e investimento che altro; si lascia la palla alle aziende che hanno in appalto concessioni su gomma; si tengono solo i frecciarossa, bianca, grigia e qualecazzodicolore vuoi dove si bastonano benbenino i fighetti della business etc; mentre si lasciano a piedi centinaia di migliaia di pendolari, non solo: si evita pure di investire dove le ferrovie manco esistono!!!! Vedi La Lucania!!

Il gioco è facile, tanto quanto il monopolio dei trasporti, invaso da un mesetto dalla ridicola competizione di Italo (Montezemolo, Della Valle et alia) che, molto furbescamente, si incuneano in una fascia di mercato senza competitors; avete mai preso frecciarossa/bianca/grigioargento? Se sì, allora capirete perchè è facile per i privati vincere! Se no, allora lo capirete ugualmente; anzi vi siete pure evitati i continui disservizi del colosso RFI, privatizzato con i nostri soldi e con una conduzione che pare ai limiti del fallimento, sempre con i nostri soldi, e che non garantisce, anzi minaccia, sospensioni di servizio publbico, ancora con i nostri soldi.

In Lucania il problema fu risolto a-priori illo tempore: non ce lo hanno nemmeno dato il dubbio di poter scegliere, visto che il treno non esiste; visto che la ferrovia non esiste; e quando esiste sarebbe meglio cavalcare a dorso d’asino!

Dunque è pensabile connettere le vicende di RFI che per bocca del suo inefficiente AD minaccia la soppressione dei collegamenti regionali e quelle delle FAL che spingono sul servizio pullmanistico, evitando e omettendo ancora  una volta che la strada ferrata costa meno, inquina meno e serve di più? Io direi di sì, visto e considerato che fare gli imprenditori con i soldi pubblici è come giocare a shanghai, fai saltare le pulci ma non ci riesci mai.

RFI, FAL e tanto altro rientra senz’altro nel panorama della dismissione coatta delle infrastrutture italiche, dove la mission non è rendere competitiva la nazione o la regione, ma solo perseverare nel depauperamento e nell’infingardaggine maneggiona di cosa pubblica, senza riuscire a rendere un servizio degno di tal nome. Anzi, adesso il servizio è sempre di più in mano ad aziende a partecipazione mista – soldi del e debiti al pubblico – super-stipendi&bonus a manager e utili ad appaltatori vari. Cose di combriccole, senza arrivare al nocciolo della questione: viviamo in una nazione completamente sottosviluppata, e la Lucania è uno dei capintesta, ringraziando quasi un secolo di ottusità politica e dirigenziale.

Invece di trivellare, inquinare e aberrare la meravigliosa terra dei lupi, perchè non investire qualche soldino per avere qualche km in più di strada ferrata consentendo scambi civili e indolori per le tasche e l’ambiente di genti e merci, piuttosto che afflussi/riflussi di opere distruttrici e anti-diluviane?

E intanto il treno dei desideri all’incontrario va, nanana nanà!, mentre il desiderio del treno lucano rimane, lasciandoci l’amaro sapore di un’altra sconfitta subita dalla civile popolazione in terra di Lucania.

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