Diabete Lucano e Anzien Regime: Come Sprecare Ovvietà e Inutilità

Ci sono ancora troppe lacune nel panorama saniario regionale lucano. Tra queste, come più volte ricordato e richiesto, manca uno spettro completo, analiticamente indicativo e mi auguro esaustivo sulle malattie, inclusa una lista per le loro cause – potenziali e/o complementari.

In particolare si tratta del’altissima incidenza di tumori, ma anche per esempio e troppo spesso del diabete. 

E’ di venerdì scorso la notizia che in Lucania nasce il BBDO, ovvero Basilicata Barometer Diabetes Observatory (fonte GdM 08 giugno 12).

Nell’articolo si legge  dell’impegno dell’assessore alla Sanità Lucana (Sig. Martorano) per monitorare l’incremento della pandemia silenziosa che la “malattia del benessere” sta avendo in Lucania, tanto quanto in tutto il mondo. Nello stesso articolo, viene riportato però solo un monitoraggio per cui “[…] saranno promosse campagne sociali che mireranno a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione del diabete tipo 2 […]”. Molto bene, sebbene molto tardivo e solamente didascalico nella panoramica di una patologia cronica di cui per certo si conosce l’origine: l’alimentazione, il tipo di vita (per lo più sedentaria), la predisposizione genetica. E  il diabete mellito1?

Per capirici meglio e a grandi linee, cito da uno dei tantissimi siti dedicati (www.parliamodiabete.com). Esistono diversi tipi di diabete: 

Il primo tipo di diabete è il diabete di tipo 1, una malattia autoimmune dove il pancreas non produce più insulina o ne produce soltanto una quantità insufficiente. Il diabete di tipo 1 normalmente si manifesta in persone di età inferiore a 35 anni, di solito durante l’infanzia o l’adolescenza.Alcuni scienziati ritengono che il diabete di tipo 1 sia una malattia di origine genetica in cui le cellule pancreatiche vengono attaccate e cessano di funzionare. Altri pensano che la malattia possa essere causata da un virus che induce il sistema immunitario ad attaccare il Pancreas.Dal momento che le cellule pancreatiche che producono Insulina vengono distrutte, il diabete di tipo 1 durerà tutta la vita e dovrà essere trattato somministrando insulina tramite iniezioni o un Microinfusore.Oltre alla terapia insulinica, altri importanti fattori per prevenire le fluttuazioni della glicemia sono il regolare esercizio fisico e la particolare attenzione al regime alimentare.
 
Il diabete di tipo 2si manifesta normalmente in persone sovrappeso con l’avanzare dell’età. Anche se viene a volte chiamato diabete con insorgenza in età adulta, in alcuni paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, la malattia è diagnosticata a un numero sempre maggiore di bambini e ragazzi a causa dell’insufficiente attività fisica.Il diabete di tipo 2 rappresenta la forma più diffusa della malattia (circa il 90% dei casi). La differenza tra diabete di tipo 1 e tipo 2 risiede nel fatto che nel secondo caso il pancreas non produce una quantità sufficiente di insulina o l’organismo non è in grado di utilizzarla in modo corretto.Il diabete di tipo 2 è a volte considerato una malattia associata allo stile di vita, dal momento che normalmente è causato dalla vita sedentaria, dal sovrappeso e dalla scarsa attività fisica. Tuttavia l’età rappresenta un fattore per l’insorgenza della malattia, così come la familiarità. La presenza di un genitore o un fratello/sorella con insorgenza di diabete di tipo 2 in età avanzata comporta maggiori probabilità di ammalarsi di questa malattia.
 
La terza principale forma di diabete è il diabete gestazionale, una malattia che può manifestarsi nel secondo trimestre di gravidanza. Circa il 4% di tutte le donne gravide sviluppa questo tipo di diabete. Diversamente dal diabete di tipo 1 e 2, il diabete gestazionale generalmente scompare dopo il parto.  
       
Le donne con diagnosi di diabete gestazionale durante la gravidanza hanno una maggiore probabilità di manifestarlo di nuovo alla gravidanza successiva e sono a più alto rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 in un momento successivo. Quanto più è avanzata l’età della gravidanza, tanto maggiore sarà il rischio di manifestare il diabete gestazionale.
  

Quindi, partendo dal presupposto conclamato che il tipo2 e quello gestazionale sono patologie ben circoscrivibili, soprattutto in una popolazione di poco meno di 600k abitanti quale la Lucania, perchè non cercare di impiegare le risorse pubbliche per:

monitorare la patologia in generale;

entrare nel dettaglio e intervenire  sullo stile di vita in generale, oltre che su quello alimentare;

insistere su quello che invece rimane oscuro ai più noti medici endocrinologi del mondo, ovvero comprendere perchè le persone sviluppano risposte auto-immuni per distruggere le cellule beta del pancreas e l’insorgenza della patologia più pericolosa, più onerosa (se vogliamo metterla a soldi), più invalidante quale è il tipo1.

Oltre quanto ho citato, per il tipo1 molti parlano di stress o traumi, ma altri ancora pongono l’accento sull’ambiente. Cioè il diabete tipo1 potrebbe avere un’altissima correlazione con effetti tossico-nocivi dell’ambiente – latenti o manifesti – tali da far scattare una risposta che degenera nella patologia cronica invalidante.

In sintesi, la lodevole iniziativa non mi pare una gran cosa se in Lucania vi sono ben altri tipi di malattie che urgono riscontri e risposte ben più approfondite, tanto da poterne addirittura individuare le cause, se solo si volesse. Il diabete di tipo2 come anzi scritto  necessita solo e solamente di un’educazione alimentare e sportiva più diffusa, nè più nè meno. Certo comprenderne la difffusione aiuta la prevenzione, questo è fuori di dubbio. E, ribadisco, in un territorio che conta meno di 600k persone residenti, mi sembra ridicolo non averlo ancora fatto. Poi il dibete tipo2 riguarda una fascia di popolazione molto concentrata e ben aldilà della maturità. Volendone fare un discorso di costo sociale (perchè quella è la mission principale di studi del genere, mica pensate che siano benefattori!) o di un intervento farmaceutico sponsorizzato (idem come sopra), avere un monitoraggio di una percentuale di persone in età avanzata, già o prossimi alla pensione, mi sembra riduttivo e fuorviante, sebbene sia evidente che costituisca la maggioranza dei pazienti ammalati di diabete in Lucania.

Diabete1 vuol dire conoscere se stessi come un ingenere genetico conosce il dna.

Diabete1 vuol dire dipendenza.

Diabete1 vuol dire avere un corpo che funziona come un’automobile con cambio manuale, quando il mondo intorno a te sembra avere motori a reazione mach5.

Diabete1 vuol dire rinunce del superfluo, di tutto quanto è prodotto e spinto a livelli parossistici dalle civiltà industrializzate vittime della spirale del consumismo iper-spinto.

Diabete1 vuol dire calma, metodo, regolarità, riposo e attività fisica moderata, nessuno stress, ambiente pulito.

Diabete1 vuol dire costo sociale, sicurezza sul luogo di lavoro, tolleranza, dipendenza dalle strutture sanitarie, dalle case farmaceutiche, produttività ridotta.

Diabete1 vuol dire: alta probabilità di problemi cardiaci, visivi.

Diabete1 vuol dire evitare spostamenti troppo rapidi da mare ad alta montagna; evitare di cambiare clima repentinamente; evitare di cambiare stile vita; evitare di cambiare modalità e rigore alimentare; evitare di cambiare umore troppo spesso.

Diabete1 vuol dire portarsi appresso un’infinità di aggeggi, sebbene sempre più ergonomici.

Diabete1 vuol dire non poter vivere senz’acqua (min 2lts/die).

Diabete1 vuol dire evitare lesioni, che non ti passano mai…anche una puntura di zanzara ti dura settimane.

Diabete1 vuol dire cercare un equilibrio permamente tra iper e  ipo… glicemia sì, ma anche come neo-attitudine alla vita. Un centro di gravità permanente fatto di dosaggi energetici col bilancino, mentre si disegna il proprio stato termodinamico, senza contare l’influsso elettrico cerebrale, in un’entropico senso del vuoto caotico dovendo essere sempre presenti a se stessi, cogenti e agenti, ma mai assenti!

Diabete1 vuol dire tante cose, ma soprattutto il diabetico che soffre del tipo 1 vorrebbe sapere da dove cazzo proviene la sua malattia e quando il mondo della medicina sarà in grado di offrirne la soluzione definitiva, invece di convegnare, monitorare, seminare minchiate tra un buffet e l’altro, sponsorizzati dalla Novo Nordisk, Sanofi Aventis o dalla Roche o da altri speculatori della vita di uomini, donne e bambini; vorrebbe anche che sempre maggiori fondi fossero stanziati a favore della ricerca solutiva, piuttosto che nella produzione di farmacopea contenitiva; vorrebbe che i giovani ricercatori italiani non fossero costretti a studiare le possibili soluzioni genetiche negli USA, in Canada, perchè in Italia ci sono i baroni universitari miopi o tanto ottusi da dover continuare a prendere le mazzette dalle case farmaceutiche e fermare ricerche “pericolose”; vorrebbe che oltre alla soluzione si trovasse la causa, tanto per debellarla definitivamente (e forse è pericoloso anche questo???).

Un invito al prodigo assessore Martorano: se la mission è quella scritta nell’articolo, fareste bene a rivedere  la spesa pubblica, che risulterebbe vana e inconcludente. Piuttosto, per un intervento sul diabete tipo2, spendete soldi per sensibilizzare la popolazione verso un più corretto stile di vita, ottimizzando i canali informativi ed evitando che la predisposzione genetica si converta in malattia. Mentre vi esercitate in via Anzio, cercate anche di trovare spazio per il resto delle patologie diabetiche – molto più devastanti e pericolose – e monitorate a piè sospinto il dilagare di tumori: forse scoprirete (semmai li pubblicherete) dati inquietanti sulla salute  dei lucani, così strettamente legata all’iper-inquinamento della nostra terra.

Ma so  che questo è chiedere e suggerire troppo all’Anzien Regime. Anche per questo ci sarebbe bisogno di un Danton Lucan.

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