Parate, sparate e prevenzione dentale: oggi si dice che

I pulpilti sparsi qua e là pubblicano ed editano schizofreniche notizie.

Un rimbalzo viene da Monti che, tra le tante amenità dell’imposto geronto-plutocrate, dice che il calcio necessita di uno stop di 2 / 3 anni: perchè non sospenderlo per sempre  a queste condizioni? Sostengo da sempre che il teppismo ultra-milionario non può essere chiamato sport, e adesso, sull’onda emotiva-propagandistica, si fa facile a vincere facile. Vedremo se il momento è quello buono di un rinsavimento generale, ma durante il collasso terreno della pianura padana, mi sembra non solo fuori luogo, se non fuori di testa: il calcio andava fermato decenni orsono, quando cioè hanno iniziato a dare soldi per tirar calci al pallone. Ora è un pò tardivo accodarsi, specialmente quando i problemi veri e seri risiedono in altre stanze. Monti, non è che propagandare distrazione sulle distrazioni – finanche teppistiche come il calcio-  sia il nuovo sport che intendete introdurre? Scommettiamo? Ma no che facciamo guadagnare troppi soldi allo stato!

Le altre voci si accalcano a gridare ochescamente che per evitare i danni dei sismi in generale ci vuole prevenzione: sono allibito da tanta materia grigia; e che è nun c’avevate proprio niente da fare oggi e parlare per parlare, avete iniziato a sparare ovvietà? E dove eravate quando bisognava farla sta prevenzione? Sono decenni che ci sono i terremoti, e vi ricordate solo ora, tanto per propaganda da condoglianze, di distribuire convenevoli  dai palchetti o dalle zone devastate propalando all’unisono (sarà un  caso?!) lezioni sulla prevenzione? Ma veramente volete che gli italiani nel loro piccolo s’incazzino di brutto, o cosa? Ci fate il piacere di andarvene, o costa troppa fatica sputarsi da soli allo specchio? Fatela voi un pò di prevenzione dentale: assicuratevi che i pensieri prima di uscire dalla bocca, siano filtrati da almeno un neurone!

Poi si interviene pure sulla parata del 2 giugno. E ce mancava! Il presidente della repubblica dice  che non ci si può piangere addosso: e chi se lo sogna di piangersi addosso?! Siete voi che state piovendo lacrime pur di rimanere attaccati alle vostre poltrone; chissenefrega di continuare a vedere queste  mostre di bicipiti militari? O forse è meglio tenere la morsa in bella mostra e ben stretta tanto quanto fate con la borsetta, e far vedere i denti agli altri, in attesa di intervenire in Siria magari? Misteriose quanto deficienti costumanze di una classe dirigente insulsa e perdutamente innamorata della lotta, di qualsiasi natura essa sia, purchè l’agone sia sempre il fango impastato di cemento per otturare le istituzioni cariate da cariatidi che sorreggono l’unica dentiera possibile: quella del magna-magna.

In Lucania?

La parata dei turchi a Potenza campeggia tra gli articolisti. In questo blog, Lucania Cantos III ne tratta in parte l’argomento; ma aggiungerei fuori di retorica che invece di parare il turco, è il turco che si è parato: tanto per rimanere nella leggenda-storia, la statua gerardesca indica con la mano tre, imponendo il numero di oneri (chiesa, notabili e lacchè) che avrebbe dovuto accollarsi rimanendo in Lucania…allora fu il turco stesso a scapparsene impaurito, altro che miracolo e miracolo! Celebrazioni tra il laico, il sacro e l’illusione: chissà se tornassero i turchi… Oggi forse sarebbe qualche politico locale dell’Anzien regime a ricordare quali sono i fardelli: chiesa – e quella non manca mai! -, politica dei notabili con lacchè, più l’immondizia in cui hanno gettato l’intera regione. Di certo scapperebbe nuovamente, parandosi dalla parata che gli si parerebbe innanzi.

Oggi si dice che le parate servono, il pallone no, le sparate abbondano e le prevenzioni pure: i migliori dentisti da domani consigliano un bel filo intercerebrale a prevenire e parare le sparate sulla prevenzione e altre sparate cariogene della nostra salute pubblica, per di più quella lucana che necessità di ortodonzia politica seria e rivoluzionaria, più che di apparecchietti adolescenziali, sistemici nel sistema, anche se presuntamente correttivi. In Lucania ci si spazzola con la trivella, e si gorgoglia con il colluttorio mefitico di Gorgoglione: mmmmhhh, c’avete devastato l’alito dell’anelito a vivere in un territorio stupendo! Urge trapano e intervento. Di corsa, of course!

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