Attività Sismica, Attività Estrattive Minerarie, Attività Politiche Infestanti: per chi trema davvero la terra?

Si piangono altre vittime dell’ulteriore picco sismico registrato stamane in pianura padana, epicentrato in Mirandola con magnitudo 5.8 Richter: colgo subito l’occasione, e come ho fatto personalmente con tante persone amiche delle zone interessate, per fornire loro la personale solidarietà, foss’anche e solo perchè ne porto le cicatrici nell’animo.

Dall’evento dello scorso 20 maggio molti si sono concentrati a cercare di far emergere il dato per  il quale – molto probabilmente, benchè non canonicamente esperito o categorizzato  secondo i classici canali scientifici – le attività di estrazione mineraria in Italia su gas e petrolio molto hanno a che vedere con quanto sta accadendo. Nel mentre continua pure lo sciame sismico che coinvolge entrambi i versanti del Pollino: da dicembre a oggi si sono susseguite attività medie che però dovrebbero far scattare il dubbio che un’attività anomala c’è ed è sempre più preoccupante. Benchè non si possa certo parlare di attività sismiche anomale in generale nella geografia italiana, così com’è interessata da faglie sensibili a movimenti geologici; ma il dubbio più che fondato (http://www.olambientalista.it/terremoti-ed-attivita-petrolifere/) dovrebbe sostanzialmente essere divulgato, non per procurare allarme, ma almeno per edurre su quanto siano pericolosamente complementari le attività estrattive nella penisola italica.

Per di più l’ottusità edilizia cementificatrice  o castello-cartesca dei capannoni industriali e l’inefficienza nella manutenzione o nel semplice controllo delle strutture, continua a mietere vittime. Mi si risponderà che in pianura  padana non era minimamente preventivabile quanto sta accadendo; peggio mi sento, perchè allora non solo non funziona a dovere il controllo o la semplice educazione e standardizzazione edile a sopportare eventualità disastrose in ogni caso, ma permane la continua latitanza delle istituzione e degli enti preposti a forzare il blocco culturale per il quale, invece di produrre stanziamenti per cattedrali nel deserto, si dovrebbero concentrare maggiori e più fondi PUBBLICI alla conservazione, manutenzione, ristrutturazione e adeguamento di strutture esistenti. Come fare un buco in uno stagno? Possibile, ma sapere che vai al lavoro e muori perchè c’è stato il terremoto; sapere che bambini, ragazzi e personale deocente si recano a scuola per crescere, invece rischiano puntualmente la vita; sapere che le chiese si sgretolano come tessere di un domino (avevo già sollecitato il vaticangoverno a dover manutenere e adeguare tutte le chiese per le persone – mi pare numerose – che si recano a osservare il culto cattolico, ma si preoccupano più di dossier e puttanate papal-cardinalizie che dei loro servitori  pretati o dei fedeli in preghiera!: eppure  il soldino allo ior mica manca, o no?!), ma dal loro domine non sono nemmeno prese in considerazione; sapere che sei un vigile del fuoco volontariamente preposto al salvataggio di vite e purtroppo puoi perdere la vita nell’esercizio della tua  funzione ammirevole; sapere ed essere coscienti che nel 2012 può ancora crollare un edificio è spaesante tanto quanto sapere che non si è fatto niente, o molto poco e comunque male, per arginare la forza naturale che immancabilmente prima o poi si manifesta sotto forma di terremoto.

Poi però, sapere che le estrazioni minerarie di gas e petrolio c’entrano, risultando essere una delle cause o il complemento detonante di eventi in luoghi come la pianura padana dove erano tresecolitre che non avveniva niente di simile, certo accresce la ripulsa verso chi sponsorizza tali attività tanto quanto verso chi ne trae profitto – direttamente o indirettamente. E hai voglia a sbandierare i vari balzi neo-maoisti dei politici nostrani che sponsorizzano i trivellatori o ne fanno i detrattori a convenienza in taluni casi locali, elargendo loro leggi e decreti per aumentarne la criminosa industria: cari i miei scrannati, il comparto produttivo energetico può avere delle alternative e/o comunque devono avere un limite fintanto che le numerose alternative in campo disponibili (per es. il solare su tutti o forze idro-motrici perfezionabili, etc) non vengano composte, programmate e iniziate su e con criteri partecipati e veloci.

Continuare a coniugare cautela e scetticismo riguardo alla co-funzione di tali attività estrattive con eventi sismici,  può solo voler dire una cosa: non voler pubblicamente ammettere che, data la geologia italica, tali estrazioni quantomeno dovrebbero essere tenute sotto strettissima osservazione e per di più limitate e non più aperte a concessioni libertine. Tanto quanto si sta inopinamente facendo in Lucania, garantendo l’usurpazione coatta di territorio, l’inquinamento illimitato dello stesso, e la messa in pericolo dell’intera popolazione, vista la sconsiderata coltura di energie minerarie. Ma il potere partitico (old e new style indifferentemente), la sub-demenzialità degli enti loro surrogati e il portafoglio non si appattano con ambiente, salute e  rispetto della popolazione. Sarà il caso che oltre a provvedere a un dimissionamento volontario, non si citi una revoca di mandato con una petizione a raccogliere firme che giustifichino il vostro licenziamento? Qualcuno non sarà d’accordo con l’eterodossia della proposta, perchè invischiato in canoni costituzionali vetero-repubblicani, ma è l’unico modo serio per far sentire la propria voce. Intanto, proliferando così come è giusto che sia, una moltitudine multiforme di comitati civili sempre e comunque spontanei e animosi, oltre che intelligentemente tutti molto ben acculturati ed equipaggiati (al contrario di chi vuol dare lezioncine presuntive e serali per tardoni della  politica tipo “the pen is on the table, the article in the state chart” e ovvietà da banali incontinenze pre-senili varie), bisogna attrezzarsi sapientemente per proporre le esigenze che ci si aspetta vengano attuate, de-costruendo l’intero apparato e rinunciando al sistema attuale, fornendo i prodromi del futuro dell’auto-governo, non del lauto governo. Fuor di contenuto: più ci interessiamo, meno abbiamo necessità di qualcuno che ci governi; possiamo alternarci semplicemente, con mini-mandati, esercitando un rispetto perpetuo delle prerogative dell’intera comunità, senza ricorrere alle funero-urne, alle pappine da delega elettorale, a mandati traditori, che non prevedono alcun tipo di sanzione – se non la mancata rielezione dopo il ciclo legislativo – mentre si procede nell’iter governativo-amministrativo.

Alla stessa  stregua se terremoto dev’essere, che faccia crollare definitivamente pure la bugia repubblicana italiana, e ci dia la forza di tornare a vivere liberi da schiavismo minerario dei cavatori politici, liberi da schiavismo mefitico partitico sponsor di questo o di quello, insulsamente inquinante – tranne rarissime occasioni di uomini liberi veramente e illuminati nell’esposizione ideologica, concreti nella fattività programamatica e coraggiosi nell’azione. 

Purtroppo il terremoto c’è e magari lo sopporteremmo psicologicamente meglio senza sapere che dietro o insieme ad esso vi sono detonatori carburanti, macchinosi comburenti, inquinanti specie sociali colluse con una delle sue complementari cause. 

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