AleAnna is ready, and ENI too: the opportunity is now!

Da ogni dove fioccano istanze e vertenze a comprendere e cercare di contenere il fenomeno del drilling, ormai infestante in Italia. Grazie anche ai decreti (Romani e Passera), la liberazione di permessi per sfondare totalmente e impunemente il sottosuolo italiota non sembra avere più barriere.

A questo, chiaramente si pensa da tempo, se come è riportato da Lino Bottaro di SL – e ripreso dal blog dalla Prof.ssa D’Orsogna http://www.dorsogna.blogspot.it/   – la AleAnna si dichiara pronta a  perfomare un programma di perforazioni in Pianura Padana, laddove soggiace a 3,250 chilometri quadrati di terreno un bacino di gas naturale da 27 trillioni di metri cubi di gas, che attestano la stessa zona come il secondo campo di gas piu’ grande d’Europa. (http://www.stampalibera.com/?p=46283

Riporto per completezza e dal loro sito ufficiale (http://www.aleannaresources.com/) mission e storia.

“-AleAnna Resources, LLC, è un’azienda internazionale di ricerca e produzione di idrocarburi, con sede nello Stato del Delaware, e uffici locali a Matera e sede operaiva a Roma. AleAnna è focalizzata sull’Italia ove l’azienda sta sviluppando la propria attività tramite la presentazione di undici istanze di permesso di ricerca di idrocarburi nella Pianura Padana e nei Bacini del Bradano, per un totale di circa 3250 km2.

Per quanto riguarda la Pianura Padana, l’azienda è titolare di sette permessi di ricerca ed ha presentato due istanze per l’ottenimento di un permesso di ricerca il cui conferimento è previsto nel 2011. Per quel che riguarda i Bacini del Bradano, AleAnna ha presentato due istanze di permesso di ricerca, di cui una è stata concessa nel novembre 2010.

AleAnna ha cura delle proprie relazioni sul territorio e si propone di costruire una presenza a lungo termine in Italia attraverso l’esplorazione e la produzione di idrocarburi, utilizzando le tecnologie disponibili più nuove, più sicure e più rispettose dell’ambiente.

I soci di AleAnna Resources, LLC sono tre aziende esperte di ricerca e produzione di idrocarburi.

La Società

AleAnna Resources, LLC è stata costituita nel 2005 come un’azienda internazionale operante in Italia. Nel 2008 le è stato conferito il primo permesso di ricerca di idrocarburi delle undici istanze di permesso di ricerca di idrocarburi presentate al Ministero dello Sviluppo Economico. AleAnna Resources, LLC è l’unico titolare delle istanze di permesso di ricerca presentate e dei titoli minerari già ottenuti.

Gli uomini e le donne che compongono il consiglio di amministrazione di AleAnna contribuiscono con conoscenza ed esperienza in tutti gli aspetti dell’industria degli idrocarburi, e sono tutti impegnati nello sviluppo e nel futuro di AleAnna in Italia per garantire all’azienda una crescita continua.”

Quindi, come si legge chiaramente anche dal loro sito, AleAnna is ready for drilling, because the opportunities have arisen up; as we can understand and read, those opportunities are now, and we should go and set all the tools up to stop it as well as all the other companies engaged with drilling industry; at least for making people understand which are the serious risks connected to those performing activities, probably compulsory to earthquakes, most really driving pollution and environment destruction through unsafe and uncontrolled practises, besides of being the very negation of italian peculiar vocation: genuine agriculture as well as tourism industry.

Drilling cannot be the sole and unique future for Italy energetic industry, even though its subsoil is rich of opportunities for that: we want another opportunity, i.e. the one to change the planned future people like politicians seems have to be arranged without our minimum approval, as per the imposed current politic governance, distorting a real democratic demand. 

Mentre AleAnna si prepara, ENI agisce.

I lavori per il pozzo ENI ALL2 saranno intrapresi a breve. Peccato che dai cittadini ne era stata richiesta l’esclusione o lo spostamento ad altra area. Almeno questo, per pietà? Nemmeno questo, nessuna pietà! Il pozzo sorgerebbe a poche centinaia di metri dall’ospedale di V. D’Agri; vi è bisogno di aggiungere altro? Penso di no, ma l’avanzata senza deterrenti dei signori dell’oro nero ormai è talmente sfacciata, predatoria e proditoria grazie anche alle illusorie promesse di animi corruttibili locali (sovvenzioni, fantomatici posti di lavoro, e balle varie), che non se ne viene a capo.

Come sempre gli amici della OLA pronti e sul pezzo (http://www.olambientalista.it/il-diktat-eni-e-il-pozzo-vicino-allospedale/) ne denunciano l’impavida illusorietà. Aggiungo io che se non si dimissiona tutta la classe dirigente politica, sarà impossibile venirne a capo. Punto e virgola sono solo dei palliativi, delle edulcoranti mazzette periodiche tra cervelli collusi e ottusi, tanto da permettere quanto già esiste – ahimè – e quanto neanche il più folle dei giullari di corte avrebbe mai pensato: un pozzo petrolifero vicino al’ospedale. Vuoi vedere che pur di non sentire i “piagnistei” dei cittadini, quelli istituzionali di parata da Via Anzio e quelli meno pressanti dai Comuni interessati (molto spesso proni e sproni) che non vogliono o non riescano (il confine è abbastanza labile) a muovere un dito, assisteremo allo spostamento dell’ospedale in altro sito per non disturbare i lavori di distruzione della Lucania? Che Bollywood sta diventando il cineteatro lucano? Quale prosa cinematografica riuscirebbe a scrivere uno screenplay peggiore? Diffondiamo notizie, spammiamo dissenso, che il consenso estorto c’ha rotto.

Informiamoci, riflettiamo, uniamoci e agiamo per salvare il salvabile: il presente, come il futuro, già ce lo hanno drammaticamente rapinato. 

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