Con(s)igli Politici Lucani dal cilindro di via Anzio: il magico consenso dell’ (im)moral suasion

Ancora un pò di cronaca politico-ambientale.

Mentre si svolgevano i lavori del COPAMS 2012, arrivavano notizie, diffuse via web. Tra le altre, e scegliendo su tutti il sito degli amici della OLA  (http://www.olambientalista.it/rosa-pdl-sono-favorevole-al-petrolio/), le dichiarazioni del consigliere pdl Rosa che si dichiara favorevole all’industria venenifera in Lucania, asserendone l’importanza strategica per la regione tanto quanto per il comparto produttivo-energetico nazionale. Toh, guarda mò: c’avevamo n’altro economo-filosofo e non lo sapevamo? Si sa, i politici e soprattutto quelli che sono allievi della old-scùl e vengono allevati come tanti funzionari para-cùl, sono catechizzati a dovere: certe dichiarazioni servono non tanto per esprimersi personalmente – anche se poi la facciata quella è – quanto per lanciare messaggi da sublimazione de noantri. Interpretando st’uscita che potrebbe sapere di suicidio mediatico, visto il contesto e viste le condizioni di protesta sempre più massiccia e verso la classe politica in genere e verso la specifità lucana rea di averne avviato e continuato la distruzione ambientale tra le tante iniquità commesse, il messaggio era diretto ad altri. Gli altri, impersonati probabilmente anche e soprattutto dal loro rappresentante De Filippo, avranno accolto questo consenso fuori dalle stanze abbottonate con un largo sorriso sotto i baffoni. O forse, e molto più probabilmente, glielo avevano proprio chiesto di pronunciarsi in pubblico, tanto per fare cerchio-quadrato alla faccia della geometria piana, e per far capire a tutti  che l’opposizione virtuale dell’Anzien Regime sta compatta e solidamente coatta alla linea sovietica che governa la Lucania da tempo immemore, qusi come un immortal sospiro della presa in giro.

Il segretario dei Radicali Lucani, Sig. M. Bolognetti, fa bene a rispondere per le rime (http://www.olambientalista.it/il-consigliere-rosa-finge-di-non-sapere/), denunciando tra le tante una cosa su tutte: non si può assistere alla distruzione della Lucania, fatto avvenuto con il pienso consenso  – e quasi sempre super-prono assenso – del consociativismo più becero.

Aggiungo che il consiglio dei consiglieri mi pare più un consesso di un tetro teatro che persevera nel difendere a spada tratta interessi ormai al di fuori di ogni schema pubblico: qua di pubblico c’è solo una lista di morti, accompagnata dalla devastazione infinita e scellerata della Lucania. Il resto è solo un bel privè, dietro cui si decide a tavolino il piano-lordura che si vede in giro. E non solo. Si aggiungano i raid dal sapore italobalbesco verso il Cilento, finiti più con un esito da vacuo dannunzianesimo: l’avete capita l’antifona? Mi pare proprio di no, visto che il soviet supremo manda avanti un esponente dell’opposizione a voler rimarcare che la fornitura di bostik per le poltrone è imperitura; che la Pubblica Amministrazione Lucana produce più politici di tutto il pianeta, istruendo piccioni-viaggiatori a ogni latitudine regionale e destruendo vene che sembravano otturate dallo sfacelo nazionale-internazionale, mentre trovano nuova linfa nell’aia della politica lucana; che, come provetti maghi, sfornano a più non posso dal magico cilindro Con(s)iglieri Politici che manco Silvan avrebbe fatto meglio; che sostanzialmente se ne fottano propriamente dei cittadini e dei tanti comitati che cercano di far sentire la propria voce sui deliri in cui hanno immondato la Lucania; che, qualora vi fosse qualcuno tanto ingenuo da opporsi, loro lo riducono così, ovvero burattinizzano e strumentalizzano ogni azione contro, procedendo pelidi come tanti Achille a profondere e diffondere la loro (im)moral suasion. Rendetevi conto di essere voi i burattini e che state strozzando la Lucania con la vostra immorale usura politica e ambientale, facendone una tregenda, assediata come Troia sull’eco dell’Iliade quale leggenda.

Per il momento mi limito a chiudere ricordando a queste persone che in natura niente si crea e niente si distrugge, ma tutto si trasforma.  E non aspetterò certo che vi trasformiate in petrolieri pentiti dell’ultima ora: stai a vedere che fra qualche mese, colti da un ictus ambientalista ce li ritroviamo in marcia contro l’Eni e le sue sorelle? Niente di più facile, per cotanti poco dolci volta-gabbana: non sanno mai quando è il momento della tramontana, quando la luce si spegne e il ciclo è definitivamente chiuso. Il momento di fare basta è adesso!: siate minimamente lungimiranti, giusto una spanna dal vs naso a cui evidentemente le esalazioni mefitiche non arrivano, e non solo ossessivamente famelici di potere e lucro, ciechi obbedienti, collusi e gretti portaborse decerebrati di coloro che state aiutando nel distruggere la Lucania, e imboccate l’uscita da soli, che costa meno fatica alla collettività!

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