L’Entropia Italiana e il Fenomeno Grillo: SL svela alcuni interessanti retroscena!

Sono sincero: il sito di Stampa Libera l’ho scoperto da pochissimo e mi interessa. Quanto scriverò in questo post tradisce un pò i contenuti soliti e l’impostazione sostanziale, ma per me ne vale asolutamente la pena.

Detto ciò, ogni tanto ci faccio un’affacciata perchè SL coniuga al meglio possibile un frammistarsi di culture che vanno oltre: oltre il senso comune; oltre la becera quanto teppistica dietrologia d sott’ ‘ngas’; oltre una mira meta-politica; oltre gli ostacoli dell’annebbiamento qualunquista del comune intontimento irregimentato; oltre le barriere di pensieri troppo o troppo poco veritieri.

“Inchiesta sulla Casaleggio Associati, gli editori di Grillo” (26 maggio 2012 | Autore ); http://www.stampalibera.com/?p=21750#more-21750

L’articolo – di cui l’admin chiede rispetto ai postanti evitando “commenti da osteria”, e giustamente pure aggiungo io  – è pesante. Pesante nel suo numero atomico di informazioni che racchiude. Pesante nel suo raggio che trascende le dimensioni della migliore fisica quantistica, anzi ne supera un pò il concetto di fondo, se come ho inteso, mira a un’energia informativa strabiliante.

I fatti descritti nell’articolo non li ripropongo (e per tale motivo lo linko), non tanto per pigrizia, ma perchè  – dovendomi prolassare  – lo faccio concentrandomi su alcuni aspetti che per me sono illuminanti. Sono appunto i fatti stessi  portati avanti dall’inchiesta l’illuminazione a voler dire che anche Grillo è sostanzialmente un telecomandato. E su questo non c’erano dubbi. Volente o Nolente chi cavalca trilioni e trilioni di bitpersecond con messaggi della portata enfatica e rivoluzionaria come quelli di Grillo, non possono essere avulsi da: 1) un’abboccamento di interessi più larghi, 2) una pre-ordinazione foto-metrica nel lancio di tali messaggi. Entrambe le cose sono sempre e comunque da mettere in conto quando si comunica, in ispecie se la comunicazione tende a voler aspirare o meglio ispirare una rivoluzione  – sovversiva o eversiva che sia – degli attuali schemi propagandistici, particolarmente se sottesi alla politica amministrativa e governativa.

Volendo applicarsi un secondo solo su una domandina di una retorica polverosa,  ci si potrebbe chiedere: ma l’interesse dell’admin di SL nel pubblicare questa inchiesta? Ecco, questo è uno dei focus per i quali si entra in un vortice spiralistico-informativo destabilizzante, causa delle psicosi di massa, che poi danno adito a qualche scellerato che pensa di fondare società segrete, controllo occulto della mente, fascismi di ogni ordine e grado, etc etc. Per poter uscire e svincolarsi subito dal dubbio, basta applicare la semplicità, che è sempre la risposta migliore ai grandi problemi logico-matematici: a mio modo di vedere SL pubblica un’inchiesta su Grillo, perchè Grillo sta raccogliendo un consenso finora insperato per uno come lui, outsider e addirittura borderline delle logiche partitiche e politiche, così come le abbiamo viste applicate (e quasi mai pensate); SL, pubblicando un’inchiesta su paradigmi orwelliani attraverso cui l’editore di Grillo sia praticamente un web influencer, si cimenta in un’esercizio molto pragmatico di voler misurare l’audience vera di un contrasto a quello che potrebbe essere  – e forse già lo è – il nuovo potere: governare politicamente attraverso la rete.

Mi spiego meglio. Tutte le citazioni e i collegamenti effettuati nell’articolo fanno sì che il collegamento logico immediato porti a pensare al fatto che il vento nuovo ispirato dal movimento alla cui testa c’è Grillo, non sia per niente nuovo, ovvero è la novità pura e semplice del nuovo modo di governare e indirizzare i gusti, le preferenze, le scelte, le decisioni importanti, il pensiero usando come mezzo il web. Questo è più che palese  – almeno per me – visto come il web sia il maggior contenitore di scambi di infomazioni che la storia dell’uomo abbia mai partorito. Dal controllo della posta dei Turn und Taxis a memoria di Pynchon, e come poi è effettivamente avvenuto in tutto il mondo, l’informazione basa tutto sull’espressione e sulla sua negazione, al ritmo binario-semantico di pieno e vuoto: più esprimi, più ti incanalo; più scegli, più ti influenzo; più decidi, più ti governo, e così via. Nell’escalation mediatica, già pronta da quando il primo computer è stato attivato mentre si aspettava solo la saturazione del mercato pubblicistico-informativo vecchio stampo, il web fonda il suo carattere di internet nascendo da una intranet, nè più nè meno. Chi naviga e pensa di essere solo o di non essere controllato, o peggio CREDE DI ESSERE LIBERO DI FARLO pecca di irragionevole ingenuità. E’ chiaro che comunque lo si fa, tentando di evitare la trappola cervellotica e, nel mio personale caso, fottendomene altamente dei pippaioli che web-controllano o web-influenzano. Se è vero che l’uomo è irriducibile nel suo senso di latenza psicotica, lo è altrettanto per la sua sensibile suscettibilità nella manifestazione di atti involontari attraverso il coinvolgimento dei sensi. E la molla sta tutta lì: far scattare uno dei sensi, per aggirare l’ostacolo del pensiero multidimensionale attraverso il quale ci sarebbe un pronto rifiuto di qualsiasi cosa rappresenti il superfluo per il nostro cervello, ovvero il 90% di quello che produciamo o siamo indotti a produrre e di conseguenza a consumare in un ciclo che oramai è al collasso. Ecco perchè diventa molto interessante per me l’articolo di SL. Come ben evidenziato al suo interno, si legge chiaramente che una volta saturati i canoni di comunicazione politica dell”ultimo cinquantennio, la nuova via – già ben ponderata e misurata da anni di stats&marketing geo-antropico sul web – può aprire il suo corso: ed è un corso che è strutturalmente strumentale alla contingenza ingenerata dalle leve economiche, ma è soprattutto un corso funzionale alle stesse leve. Id est: la cedola assicurativa di chi maneggia e traccheggia con i poteri forti e infestanti può solo essere espressa dalla contestazione dei parametri occulti, in maniera tale da esserne obliterata e  quindi giustificata. In maniera meno ermetica e più esplicita: il modo per governare definitivamente l’Entropia Antropica, enucleandone quanto più è possbile ogni aspetto, manifesto o recondito che sia.

Passo al concreto, che riguarda a latere anche questo blog. Come più volte rimarcato in alcuni posts, ci tengo a ribadire che unlucano non supporta alcun partito politico, ma movimenti di persone simpatetiche a una nuova  Lucania, e/o più in generale a un nuovo modo di vivere (che poi sia promosso da neo-partiti o movimenti più ampi, questo lo ritengo abbastanza inevitabile: la cultura non si cambia con una generazione, finchè c’è tempo). In questo M5S, non nella sua generalità, ma per simpatia e stimolo ai ragazzi e alle ragazze che in Lucania stanno cercando nel nuovo modo di misurarsi con una politica di Anzien Regime (tradotto per chi non mastica le cose di casa Lucania: la regione Basilicata ha sede in via Anzio a Potenza) o comunque per tematiche più generali del controcorrente a uno status quo imbelle e imbecille, costituisce appunto quel nuovo metodo di anticipazione della prossima realtà (quantomeno lo auspico in misura oserei dire parossistica). Machiavellicamente parlando, adesso è fisiologico adottare il metodo per adeguarlo ai fini se il fine è la fine per un generale re-set, pro-bono per uno start-up del nuovo umanesimo efficace e reale, pur sempre e sempre più rispettoso dell’ambiente in cui l’animale-uomo deve ri-adattarsi per non cancellarlo definitivamente, auto-distruggendosi nel nome di e per conto terzi.

I retroscena di SL sono funzionali a comprendere come la semplicità dell’uomo risiede sempre nell’alter-ego della propria complessità. In questo l’Entropia Italiana sta cercando i suoi nuovi leader; fintanto che comprenderemo l’inutilità di avere dei maschi-alfa, ma che una pacifica quanto libera esistenza è possibile  da praticare senza dover inneggiare per forza a utopie, essenzialmente sarà complementare l’esperienza di Grillo; ma alla fine sarà fondamentale far recuperare un senno lunare che nessun Astolfo potrà ridarci, sebbene è proprio la semplicità della complessità umana a doverci guidare per scegliere di rispettare l’entropia così unica chiamata mondo, abitata anche dall’essere umano, che mi auguro torni a essere unico ed eclettico e non unicamente avere l’eccletismo teocraticamente presuntuoso e demiurgicamente tirannico.

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