Semi-presidenzialismo o Semi-presenzialismo? Lucania Docet

Il teatrino tra Alfano e  Berlusconi alla conferenza stampa  del loro partito politico  – il primo gaffando apposta definisce il secondo presidente della repubblica, e l’altro manco sorride a voler rimarcare la serietà dell’ipotesi: cose da marketing subliminale d sott’ n’ gas’ – riporta i temi sulle riforme alla costituzione, porcellum o quello che è permettendo. Parlano di semi-presidenzialismo, una roba molto più vicina alla francese combine elettorale che non a un vero salto dalle truffaldine schede bianche delle elezioni italiche a una reale partecipazione democratica della vita politica.

Sarebbe auspicabile ai poltronati di Roma venire a fare un giro in Lucania, dove non c’è già il semi-presidenzialismo, ma un vero e proprio impero politico. Sono circa 70 anni, di cui gli ultimi venti di matrice generalmente impappinesca, in cui maggioranza e opposizione sono così impastate tra di loro che si fa molta fatica a capire qual è la radice politica dei decreti regionali. A dispetto di una tendenza nazionale che faceva della contrappposizione bipolare il suo status existentiae, in Lucania si sono portati avanti col lavoro, evidenziando che di liti si può morire, politicamente s’intende!; così, adulterando la scelta dei lucani, e truffandone il consenso vero e sentito, gli assisi di via Anzio hanno sapientemente adottato una tecnica molto funzionale: ovvero, funziona con l’alternanza di presenze, oggi ci sono e domani pure, non importa chi comandi, l’importante è esserci. Olimpionici nei fatti  e nelle medaglie d’oro che si auto-assegnano più che nelle intenzioni idealistiche, i politici lucani sono da considerarsi un caso nazionale: il segreto non è il semi-presidenzialismo, ma il semi-presenzialismo….ai comizi elettorali: oggi sto con te, domani contro, e come la metti o la giri, sono sempre presente nell’ente: metà mandato di un colore, metà di un altro e così via.

 In Lucania c’è una scuola di politica da paura, mamma che paura!!. Mi auguro che alle prime bagarre elettorali si facciano sentire nuove istanze cancellatorie di quelle attuali, perchè l’alto sentire lucano torni a far sentire in modo vigoroso e dirompente quali sono realmente le istanze della civiltà che nel Sud ha avuto uno dei suoi massimi terreni di fertilità culturale.

 

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