Brindisi diciannovemaggioduemiladodici: atavico terrore!

Mi collego a quanto scritto stamattina per affrontare uno degli aspetti che mi tormenta. Il dolore empatico che colpisce ognuno di noi in queste occasioni, fa il pari con chi ha visto altre stagioni nefande della storia italica.

Ho seguito le dichiarazioni di Di Pietro a Rai News 24. E quanto cercava di non palesare direttamente, alla fine l’ha detto. Si tratta del lato più inquietante e oscuro che accompagna questa nazione da sempre, dalla coazione della sua fondazione fino all’istituzione repubblicana e poi in un arco temporale di agghiaccianti avvenimenti che poco hanno a che fare con la dicotomica visione della realtà dei manichei perbenisti e benpensanti: bene contro male, giusto contro ingiusto, e così via. L’Italia è stata fondata su mille segreti e ancor più segreti mai svelati, dei vari deitro-le-quinte o dei mandanti di stragi di stato che ancora non vengono fuori e che mai pagheranno per i propri delitti, peggiori visto la o le menti e le mani che li hanno armati e posti in essere negli ultimi deflagranti quanto umilianti 40 anni.  

Siamo in un momento in cui la fiducia nelle istituzioni è al minimo storico. Negli ultimi mesi non ha fatto altro che accrescersi il latente sebbene sempre più manifesto dissenso verso lo stato, verso gli esattori statali, verso i partiti politici, verso una classe dirigente che  – complici l’inefficienza, la mancanza di precedenti intereventi strutturali nel sistema paese, il lassismo, la corruzione, e il globale dissesto economico del tardo-capitalismo –  ha palesato tutta la sua inettitudine di fronte a una nazione. Ci sono stati diversi episodi di violenza. Si susseguono senza tregua suicidi per lavoro e mancano – come si va scrivendo da tempo e questo blog denuncia a caratteri cubitali – prese di posizione corrette per l’uscita da una situazione di empasse collassante e destabilizzante. Prova ne è il continuo ricorso a uno strettissimo giro di vite sui nuclei familiari, sui lavoratori, sugli imprenditori, senza per altro opporre una fase di sviluppo che, collateralmente a un blocco dell’incremento dei costi energetici e di conseguenza di quelli dei beni primari, potesse affievolire l’immancabile disorientamento sociale dinnanzi al depauperamento delle pochissime risorse in mano alla popolazione: tra queste la famiglia o la possibilità che il micro-cosmo sociale della famiglia riesca ancora ad auto-sostentarsi per arginare carenza di credito, lavoro, welfare, sanità, infrastrutture in generale.

In questo periodo di traumatica insolvenza statale, dove il credito maggiore dei cittadini verso l’istituzione non è solo quello vantato da appaltatori inspiegabilmente ancora impagati, ma si materializza nel dover sopportare economicamente e moralmente un governo imposto ricevendo dallo stesso solo imposizioni. L’impostazione dell’attuale governo masso-dittatoriale di matrice sinistroide – sebbene carlinescamente suffragato dal pecoronismo parlamentare di ogni colore partitico, salvo rarissime eccezioni, per altro ininfluenti all’atto pratico – ha fatto sì che si sviluppassero in rapida successione aberranti forme di protesta da parte di chi non gliela fa più. Per di più, appare lampante come l’Italia sia commissariata dal centralismo franco-tedesco, duopolio di tetra sostanza e ancor più macabra teoria nella politica economica. Il fascismo è alle porte; non so se sarà di natura rossa o nera, o peggio bianca, ancor peggio scudocrociata di ogni latitudine, ma so per certo che il fragile velo di libertà controllata è caduto; l’UE ha piazzato le sue roccaforti e sta manipolando impunentemente tutti i fili affinchè i burattini eseguano alla lettera il comma 22 in atto tra UK, USA, Asia, India e Russia.

Se questo è il quadro, il contenuto della evitata strage di Brindisi di questa mattina, si inserisce in un particolare quanto aberrante layout tenso-strategico. Dicevo, alla fine Di Pietro l’ha detto. E’ quello che pensavo, ma non pensavo certo di trovare sponda in un componenete delle istituzioni. Ha parlato di deviazione, di devianza dello stato in un momento in cui le istituzioni hanno la necessità di far ritrovare il senso dello stato (non cito letteralmente; perciò se l’interessato avesse da obiettare, sono ovviamente pronto a revisioni). Cioè, mi sono fatto un due più due nella mia testa: se in Italia abbiamo patito e continuiamo a patire segreti e segretucci; se in questo stato le stragi definite di stato non hanno colpevoli; se è stato appurato che lo stato ha fatto trattative con la mafia per le stragi di Capaci e via D’Amelio (più i Georgofili l’anno dopo); se le mafie non sono mai state debellate e il problema principale è sempre stata la collusione dei politici con i malviventi che in loro hanno sempre trovato sponda; se in questa nazione vi è un numero impressionante quanto avvilente di consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose; se in questo paese continuano le ruberie di ogni sorta, a maggiore matrice politica; se tutto questo continua ad avvenire e la gente non può più far fronte agli straordinari sacrifici che vengono imposti per decreto da una tecno-dittatura, non sarà forse il caso di pensare che a Brindisi c’è la mano di qualche mandante appartenente alle istituzioni e al momento occulto? E’ una ipotesi più che plausibile, visto che la semplicistica e fin troppo facilistica ricostruzione nella giornata della lotta alle mafie, in una scuola intitolata a chi ha severamente cercato di combatterle – osteggiati dallo stesso stato!! – a posteriori di una retata contro una delle potenti espressioni delinquenziali del territorio salentino, può far pensare immediatamente a una mano armata dalla mafia locale contro lo stato. Appunto: troppo semplicistica, soprattuto se è proprio il rappresentante del Viminale a prendersi tempo prima di offrire spunti troppo lapalissiani. C’è chi ha sopravanzato ipotesi che colpendo un istituto scolastico a maggioranza femminile più volte impegnato in manifestazioni contro la mafia, la stessa abia voluto rivendicare la propria forza  esprimendosi con un attentato contro le ragazze che crescono, si acculturano e manifestano anche contro il sistema delinquenziale. Ed è proprio per questo, che si può escludere il terrorismo: chi e quale terrorista potrebbe mai prendersela con degli studenti – che anzi in passato erano una delle sponde ideali per la propaganda in piazza – a Brindisi? Inutile: cerco e ricerco – pur non essendo esperto della materia, ma con un minimo sindacale di logica pensante – ma mi viene solo da pensare al fatto triste che o c’è un manipolo di bestie, impasticcate e senza neanche un minimo di strategia – tensione, delinquenza, o altro – o che sia stato lo stato per lo stato!

E’ con questa fosca quanto tetra  – spero assurda! – campana che mi suona dentro, che mi ritrovo a pensare che non poteva esserci momento più propizio per lo stato e per i suoi rappresentanti di

deviare l’attenzione verso altri obiettivi che non fossero ormai le pesantissime quanto motivate prese di posizione contro ogni manovra quotidiana dei politici,

indurre attraverso un attentato un minimo di ritrovato vigore e fiducia nelle istituzioni, e poter guardare a esse come al polo positivo, alla morale fatta mataeria politica, al giusto per il bene, al pater familias che ci accompagna verso lidi più sicuri,

creare le condizioni di ottenere una maggiore tensione sociale su mire più popolari, quali l’orrore per l’attentato mafioso – proprio a vent’anni di distanza – contro l’individuo tra i più inermi e meno giustificabili (semmai esistesse una giustificazione) da colpire: una ragazza che va a scuola in una città del Sud Italia; come a dire: eccoli, sono loro che non vogliano che il Sud cresca e l’Italia con esso, è lì che si annidano i problemi, se la prendono con uno studente, anzi una studentessa, indifesa, inerme; noi li prenderemo e faremo giustizia; gliela faremo pagare a questi che non vogliono asservirsi alle manovre del governo; magari verrà fuori una rivendicazione fin troppo cinematografica per essere ritenuta vera;

e infine, mentre il consenso dovrebbe cresce verso le istituzioni, mentre l’asse dell’attenzione popolare si sposta da problemi gravissimi e irresolubili, peggiorati dall’attuale tecno-dittatura, si creano anche i presupposti per un presidio militare pressante e vincolante;

Con un eccesso di iper-dietrologia, potrebbe pure essere qualcuno che ha architettato tutto questo per far consolidare la tesi che sia stato lo stato…vedremo, intanto l’effetto paura c’è!

Io ho paura. Ho paura di queste persone; no, non quelle che hanno fatto esplodere 3 bombole di gpl; ho paura dello stato; l’ho sempre avuta e continuerò ad avercene, perchè la fonte dei problemi degli abitanti di questa penisola e delle isole è sempre stato lo stato, o meglio chi lo ha rappresentato e governato, seminando disequiliberi, tensioni sociali, ingiustificati allarmisimi, stragi, patti coi mafiosi, imbecillità varie, collusioni della peggior ispecie, mandante e assassino non conclamato di alcuni suoi rappresentanti, povertà e mancato sviluppo, morti bianche senza un perchè logico, inquinamento in ogni latitudine peninsulare: è lo stato che mi terrorizza, non quattro imbecilli con un pò di tritolo in mano; quelli, verrebbero immediatamente isolati da tutti, se non vi fosse qualcuno più in alto che li protegge, che fa di tutto perchè dopo una strage o non vi siano colpevoli o se ne trovano uno esce dopo manco aver acceso una sigaretta; ho il timore che chi ha governato dietro lo stato italiano, continui a farlo; saranno servizi deviati o meno, saranno servizi statunitensi od organi sovietici; chiunque esso sia, mi fa paura; e mi terrorizza ancor di più cosa comporterà semmai si dovesse acclarare una ipotesi  – assurda (?!) – come quella anzi esposta.

Infine, rivolgo ancora il mio cordoglio alla famiglia della ragazza perita per mano di bestie e l’augurio di pronta guarigione a chi è fortunatamente sopravvissuto.

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