Del Costo Carburanti e Sviluppi Lucani: Passerà Passera?

Attenzione, Attenzione: c’è la riunione! Alla fine il ministro dello sviluppo economico si è accorto che vive in una nazione allo sbando in preda all’incipiente terzo trimestre di recessione, senza prospettive di lavoro e  i lavoratori e gli imprenditori che si suicidano, le infrastrutture più nefande d’Europa. E appena desto dal sogno molesto di dover fare il ministro, si accorge pure che il costo carburanti sta trascinando sempre più a fondo sia la domanda interna che la logistica quanto il celebre caro-vita, facendo spiccare salti canguroidi all’inflazione nello stagno della stagnazione: si sarà pure reso conto che gli italiani sono vittime della stagflazione? Forse si è fermato in un distributore e si è reso conto che un pieno costa quanto un decimo della miserrima paga di un impiegato o di un operaio. Oppure, la propaganda Napolitano-Monti-Terzo Pollo-Il Resto del Carrozzone gli hanno fatto notare che foss’anche per pura demagogia, da ministro dello sviluppo inesistente dovrebbe dire la sua e fare qualcosa per calmierare i prezzi alla pompa? Non so quale sia la molla che ha fatto scattare questo sprint da meeting; fatto sta che indice una riunione con i petrolieri (fonte Repubblica del 07/05/12) per discutere sul continuo incremento del costo alla pompa, mentre l’up&down del greggio giustificherebbe un più sobrio trend stabile. Misteri di questo governo governato da un misterioso burattino.

Yes We Can: sviluppo della lattina di greggio. In preda a questo prurito indomito di dover vedere i petrolieri – non si sa quanto sia ricambiato -, mi auguro vivamente che non si discuta di centesimi di euro, così come paventato. Sono 4anni4 che il costo carburanti ha inflazionato per sempre la penisola, creando (ad hoc?!) una bolla inflattiva che ha contribuito in maniera peculiare all’attuale morbo recessivo. La malattia della crisi finanziaria non viene da sola e, avendo un regime di sviluppo o infrastrutturale solido, non può causare i danni subendi che stiamo osservando allibiti giorno dopo giorno. Se un pieno di verde (sic!) costa euri2 per litro, come possiamo pensare di essere in un paese civile e continuare a funzionare a petrolio? Ci pensa Passera. Infatti, nelle pieghe dei piani-decreto sviluppo tanto agognati che ancora non si vede un milionesimo dell’effetto di tanto cerebro, ci sono pure i via libera a perforare senza lacci autorizzativi (si vedano gli istruttivi artt. OLA); la Lucania in particolare, sembra essere l’obiettivo preferito, dato il suo immenso giacimento minerale e dati gli interessi di Eni e delle sue sorelline. Quindi, su suggerimento della regia avvelenenante dei petrolieri, indurre maggiore ricavo dalle lattine di greggio nazionale per ridurre dipendenza e costi energetici esterofili. Questo comporterà la distruzione totale della Lucania, già massacrata dalle trivelle e da tanti abusi ambientali. Riusciremo a evitare che, oltre alla infestante coca-cola, ci siano lattine di greggio-cola?: nere, son nere tutt’e due; nocive, bè che ne parliamo a fare; monopoliste internazionali: inutile ribadirlo; e pure il famoso spot dell’albero di natale  funzionerebbe: le lattine lucane si accendono!

Addà Passà la Nuttata. Questa fatidica riunione con i petrolieri, mi fa pensare che non parleranno di riduzione di qualche spcicciolo alla pompa. A naso, credo che non gliene freghi proprio niente di voler calmierare i prezzi del costo carburanti; se avessero avuto le palle cubiche e le mani sciolte, questi tecnici e Passera in primo luogo, avrebbero potuto costringere i petrolieri a vendere il loro veleno al prezzo imposto; o, addirittura, licenziare ENI e appropriarsi degli impianti on e off-shores per stabilire un costo socialmente possibile e seguire precedenti latino-americani, dove il prezzo lo decidono loro. Ma siamo in Italia e le rivoluzioni si fanno con la strage degli innocenti (vedi Peppino Garibaldi e i suoi mille manigoldi, finanziati dal piemontese e dal vaticano). Quindi il ministro ha scelto la Lucania, terra da sempre povera e avara di risorse che però ha dato alla luce tutto sto petrolio: meglio sacrificare ANCORA UNA VOLTA LA LUCANIA e, tra un caffè e una pacca sulla spalla coi petrolieri, decidere l’affondo senza fondo nel fondo del terreno lucano. Il Passera ha fatto CIP: al tavolo ha puntato il minimo per vedere i rilanci di quegli assassini del greggio, senza rendersi conto (o no!?) che tra lobbisti ci si fotte alla grande (grembiulone e cappuccetto in testa!?) e magari hanno scelto lui come il pollo da spennnare. Sarà un caso, ma se eravamo in recessione all’ultimo trimestre ’11, e poi il primo e il secondo ’12, come è possibile che il costo carburanti ha continuato a crescere? O è un completo deficiente della materia che governa; o è un intelligente a delinquere delle tasche degli italiani; o è tutte le due le cose, oltre a essere un lobbista, e come tale non avrebbe dovuto neanche mettere piede  al governo. Però, dalla Passera di Cicciolina al Passera Cicciolino dei petrolieri e dei poteri economici forti, il distinguo è sostanziale: la Ilona profetizzava  l’amore e la libertà radicali; il Corrado professa l’amore e l’impunità dei radicali liberi idrocarburi. Addà passà la nuttata; e speriamo proprio che passerà pure Passera.

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