Lobby: lucro o svago?

Io c’ho l’hobby di. Da giovane era abbastanza consueto declinare le proprie amicizie, gli interessi, ma soprattutto sport e  hobby. Io sono amico di e quello è amico mio; io mi interesso di letture, cinema, viaggi; io pratico il nuoto, arti marziali, calcio, basket; ma soprattutto: io c’ho l’hobby di! Ed erano numeri, perchè molti confondevano gli interessi veri con quelli del passatempo della civiltà industriale. Quindi qualcuno parlava di lettura come hobby: la lettura è cultura, non è un hobby; o talaltro dichiarava di avventurarsi in campi che per loro natura erano pertinenti della cultura, delle applicazioni umane e scientifiche, ma non erano certo un passatempo. I prestiti linguistici, si sa, talvolta arrecano danni incommensurabili; da semplice definizione, si incorporano e diventano un’azione definita. Ed ecco allora l’esercito dell’hobby, di quelli che dichiarano di “passare il tempo”; ma il tempo passa da solo e ti passa sopra, noi al massimo lo impieghiamo, a guisa di iper-demiurghi del nostro minuto di vita. Sia come sia, io da giovane tra interessi, sport, hobbies e amicizie (vere e presunte) il tempo lo passavo bene, preso da molteplici attività. Oggi posso dire che c’ho l’hobby di scrivere un blog, (sebbene sia un mio impegno intellettuale), di leggere (non smetterò mai di farlo), di ascoltare musica (e come potrei senza?), di praticare sport (mens insana in corpore peggio messo), di combattere una malattia cronica che non so quanto mi lascia da vivere, etc. Ma soprattutto, c’ho l’hobby di cercare uno o più lavori: per me il lavoro è diventato l’esatto opposto di quello che è per gli altri: un hobby. Da quando mi sono ammalato i miei valori di vita sono radicalmente cambiati, illuminati da un’aura di purezza folle, che mi fa vivere schizofrenicamente la vita e quello che ne rimane. Dico così, perchè la patologia di cui soffro (diabete mellito1) è solo salvabile, non curabile. E allora c’ho pure l’hobby di vedere se le LOBBY FARMACEUTICHE prima o poi la smettano di avvelenare (grazie agli interessi collusi con l’industria alimentare multinazionale) e di avere pronta la cura a copyright: se i governi smettessero di guerreggiare, si salverebbero milioni di vite, grazie alla positivizzazione dei fondi da destinare alla ricerca a tutto spiano per le malattie incurabili. Facendo un rapido resoconto dei miei hobby, scopro che ora mi concentro molto sull’analisi delle lobby: io non c’ho l’hobby della lobby, ma c’ho l’hobby di decostruire la lobby.

Il Pino Loricato e il Lucano Loggiato. Dal Pollino all’Appennino, passando per le valli, le Dolomiti, i due mari: la Lucania era un selvaggio melange mediterraneo e del mare di mezzo faceva respirare tutta la suggestiva antichità. Il Pino Loricato l’hanno coricato: la storia di abbandono (e poi tardiva ripresa) di quest’antichissima pianta, unica quanto spettacolare nella sua tristezza  di isolamento montano, ormai è nota a tutti; ciò che mi ha sempre affascinato del Pino è la sua impavida resistenza, nonostante fragile e solitario: l’ho sempre visto come una colonna delle fotografie intime della Lucania, un fusto rado e raro, ma fiero e coraggioso. E come colonna dovrebbe essere preso a esempio da tutta la società lucana; pochi gli abitanti sparsi e sparuti su un territorio vario e difficile, sebbene estatico quanto incantevole. La colonna su cui ricostruire le basi di una società che, benchè diversamente multiforme e variegata come il suo territorio, prenda spunto dalla fierezza di questa pianta e ne imiti l’avventurosa staticità millenaria; una società i cui pilastri servano a reggere effettivamente le forme democratiche di un’architettura non per forza esteticamente valida nè strutturalmente canonica, bensì reale e naturale, così come sono fatti i lucani: radicati e fieri, umili e fragili, poveri ma ricchi di umanità. La svilente partita politica lucana, ormai palesa in tutte le sue forme il disegno antropo-planimetrico di una enorme lobby con l’hobby di defraudare, depauperare, avvelenare, evacuare il territorio e i propri abitanti.  E la costituenda lobby politica (il colore manco lo vedo: sono così daltonico dal punto di vista politico, che per me sono tutti della stessa pasta!) si pregia di volere dare scacco matto ai lucani, con un atto che ha dell’incredibile: il suo capitano industriato con l’industria del veleno, ora chiama a sè anche i poltronati romani di lucana origine, appendendoli al lobo della lobby più in vista: il partito del buon tormento, che della trivella fa il suo logo preferito.  A dir la verità, non auspicavo una solidarietà massonica scoperta come quella che stanno manifestando con il memorandum; nè, tantomeno, immaginavo che la teoria dell’oro nero avesse corollari tanto legati tra loro, che manco una fissione nucleare riuscirebbe a staccarli…soprattutto dalle  poltrone sui si sono incollati con patti d’acciao sotto banco fatti con pattex millechiodi: sono i voti delle schede  in bianco. Questi hanno costruito il Loggiato Lucano, trivellando, infossando fusti, sversando monnezza e fanghi, svendendo fonti minerali, etc. Questi hanno confuso l’hobby della politica con la lobby della vita; hanno scambiato voti per  svago, intascando royalties per lucro. Questi stanno costruendo una Loggia dei Mercanti dove fanno inside-trading di pezzi di terra e di vite umane. Questi sono convinti che l’unione fa la forza: si scambiano baci e abbracci in comunione d’intenti, senza preoccuparsi di avvelenare la Lucania come serpenti. Questi non hanno capito che il Lucano è come il Pino Loricato: per il momento l’hanno coricato, ma di dosso non se lo sono scaricato. La nemesi naturale farà tremare il Loggiato Lucano….e il Pino Loricato, rimarrà lì al suo posto di sempre, a torreggiare sulla Lucania, su questa terra tanto antica quanto magica, reale e leggendaria.

…e il lupo si aggira per i boschi, cerca questi tipi loschi, ne sente le carogne a fiuto, ne promette l’esilio con un rifiuto, si riunisce in branco e ulula il suo grido alla luna, si disperde e si ripiglia: fra un pò ci sarà un interminabile parapiglia, che ci libererà per sempre dal veleno nero e cupo: la Lucania è la terra del Lupo, che famelico di libertà e pace, non spegne mai i suoi occhi di brace, visibili nella notte lucana, come la nostalgia radiosa della basilicata che s’arrivota rabbiosa.

Uagliuni&Uagliune…na bestemmia pe sta libertà!  

Questa voce è stata pubblicata in Quotidiani: dei fatti e misfatti Lucani. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...