CIVILTA’ PROSAICA DEL VALDIANO: UNCOMMENTO DI UNBARBARO OPPOSITORE, UNLUCANO

Seguendo l’istinto guascone di chi rifiuta in ogni modo di essere sottomesso e che non accetta in alcuna maniera esempi di formalismi imperativi e tirannici, scrivo un commento a quello che i civilissimi abitanti del Valdiano hanno epistolato direttamente al presidente della regione e indirettamente a tutto il gotha della politica lucana, da lui rappresentata.

Il nodo centrale della lettera diramata e da pochi link del web girata – ma dalla stampa regionale online neanche sfiorata – ricade sui termini essenziali della questione.

Gli abitanti di un territorio sull’immediato confine istituzionale, sebbene non naturale – viste le analogie culturali che ci uniscono al valdiano -, rimarcano con piglio preciso e senza fronzoli d’antan la mala educaciòn dell’incaricato governatore lucano: li definisce BARBARI OPPOSITORI. Si noti l’ignoranza, che ho appena accennato: non intendendo fare lezioni di etimologia o di cultura storica generale, di solito definiamo barbaro una persona rozza, priva del cosiddetto bon ton, fisicamente e culturalmente aliena o solo lontana dalle idee esposte da chi pronuncia quest’epiteto; nella fattispecie, assistiamo a una miopia quantomeno sbalorditiva per due ordini di motivi molto semplici: 

il primo risiede nel fatto che FISICAMENTE gli abitanti del valdiano non sono altro che persone infra-liminali, ovvero nel confine stabilito con barbarie (quello sì!) dallo stato piemontese-italiano nella spartizione geo-antropica e dalla successiva costituzione delle regioni dalla  repubblica (?!), troviamo un Valdiano interno alla Lucania e uno immediatamente esterno alla stessa (vallo della lucania vi dice qualcosa?);

il secondo, più o meno sottile a seconda dello spessore cerebrale di chi “vuole” leggere differenze a tutti i costi, è CULTURALE: anche qui eviterò prolissi e noiosi richiami storici sull’identità linguistica, folkloristica, economica, tassonomica, idiomatica, semantica, sintagmatica, etc , in una sola parola CULTURALE tra le PERSONE che abitano la Lucania – quella occidentale in particolar  modo – e il Valdiano; sono IDENTITA’ non ANALOGIE ad accomunare la Lucania al Valdiano; esistono, fino a prova contraria, una moltitudine di punti in comune più che disparità;

Ora la domanda è: a voler giocare di dialettica, senza addentrarsi nel politichese o in linguaggi incomprensibili quanto artatamente tortuosi, chi è così ignorante da dare del BARBARO a persone che altro non sono se non dei lucani appartenenti a una regione amministrativa altra, benché identitariamente, economicamente e culturalmente uguali? Chi è che nella sua cieca furia di asservimento ad altre entità – anche quelle sì BARBARE in ogni senso –  si azzarda a proferire epiteti tanto rozzi quanto l’epiteto stesso?

Dicevo, BARBARI OPPOSITORI scrivono gli abitanti del Valdiano.

OPPOSITORI. Soffermandomi brevemente su questo sostantivo ne ho cercato le ragioni più intime; sì, intimo-politiche, ovviamente! – del di lui interim-governatore lucano – perché nella regione che è stato eletto a governare e per cui è attualmente superstipendiato, non vi sono tracce di oppositori, politici e amministratori intendo; né si trovano tracce di oppositori dialettici, oltre qualche impavido accenno su blog lucani; né tanto meno si rinvengono evidenze degne di tal nome che possano prefigurare un’opposizione in terra di basilicata-sovietica (come è stata giustamente definita!), visto il consenso bulgaro di matrice catto-comunista degna erede di quel dna scudocrociato che ha devastato quel poco di buono che i politici lucani all’indomani dell’imposta unità sabaudo-italiota avevano proposto in ben altre sedi; e con un respiro democratico e culturale meritorio di una letteratura meno prossemica, ma più viva e vivace, reale e realistica che non le pagine attualmente in stampa nelle rotative di regime amministrativo-politico; né, ancora, si possono denunciare oppositori coloro i quali di altra maglia politica vestiti, si rimpastano senza tema di smentita alcuna nell’enorme betoniera del colloso calcestruzzo amministrativo e politico lucano, tanto odioso, quanto antiecologico e pieno di elementi inerti al suo interno da farne un prodotto pericoloso per basamenti sociali tanto per la decostruenda casa della politica lucana che per le tanto declamate infrastrutture, oramai chimera per la Lucania; inerte e colloso, instabile e colluso: misture pericolose; né, infine, si riesce a comprendere come possano i cittadini del Valdiano essere dichiarati oppositori se abitano un’altra regione amministrativa; l’ovvietà tante volte pare laconica nella sua elementare e lapalissiana realtà: ma di questo pare che gli amministratori lucani nella persone del loro primo portavoce ufficiale, tante volte si ungono le labbra quanto altrettante volte sembrano unti dall’ipotetico signore di entità celeste.

Ergo: BARBARI OPPOSITORI si riferisce al fatto che costoro siano delle persone prive di cultura e che si oppongono al partito del petrolio, maggior se non unico sponsor del governatore della basilicata. Allora un’altra domanda: chi ha chiesto alla politica lucana di fare da sponda alle compagnie petrolifere? Perché in una stanza dei bottoni abitata da gente molto abbottonata è stata decisa una questione che ha a che fare con la vita di migliaia di persone, come quella dello sventramento insulso della terra o del loro riempimento con veleni e scorie e del relativo contributo di malattie alla popolazione? Volete – è un voi quantitativo non accenno di pronome meridionale, rivolto a tutta la classe politica lucana – forse esplicitare finalmente che sono le compagnie petrolifere a dettare l’agenda socio-economica lucana? State per caso palesando indirettamente che siete burattini nelle mani di chi ancora ci deve spiegare il perché dell’attentato al suo fondatore e ancora non ne ha pagato le colpe (vicenda Mattei)? Vogliamo ricordare che l’eni – capofila in testa e le sue sorelle appresso – ci deve restituire i soldi della privatizzazione da iri?

Gli abitanti del Valdiano, quando scrivono UNITI E SOLIDALI UNA CIVILE EPISTOLA DI DENUNCIA CIVICA rimarcano giustamente tra  gli altri un fatto basilare: “ Ci scusiamo per il non riuscire a guardare ai cittadini che lei governa come un popolo più “tranquillo” e “remissivo”, […] invitandoci a imitare quell’atteggiamento. Ciò perché in realtà quotidianamente abbiamo a che fare con cittadini forti, orgogliosi, combattivi e informati della sua regione e che ci sono d’esempio. Ci scusiamo dunque se abbiamo intatta l’abitudine umana di indignarci e se non ci sfugge la drammatica situazione sociale in cui versa la Sua regione, nell’omertà generale e diffusa a tutti i livelli.”

Gli INDIGNATISSIMI VALDIANESI ci vedono come un popolo più tranquillo e remissivo, virgolettando questi due attributi, non so se per edulcorare gli aggettivi mantenendo essi stessi un self-control di estrema civiltà,  o piuttosto per pungolare il lucano oramai asservito e denudato e depredato del suo antico orgoglio; certamente, “tranquilli” e “remissivi” loro non lo sono, e ve lo dicono chiaramente, evitando di partecipare all’invito di un assoggettamento all’odierna cultura della politica lucana (e non ne vedo e vedono il motivo, visto che sono amministrati da altra regione?!) e di ricalcare l’asservimento quasi totale a cui i lucani non impegnati in politica o in affari con essa sono costretti dall’unità d’italia in poi.

In un atto di grande generosità, gli abitanti Valdianesi ci spingono a continuare a protestare, ricordandoci però la DRAMMATICA SITUAZIONE SOCIALE IN CUI VERSA LA […] REGIONE – non riprendo Sua, perché poi ci mancherebbe solo l’incoronazione da imperatore delle due Lucanie, vista l’imposizione dicotomica a cui siamo sottoposti: ricordandola a voi politici e a NOI LUCANI.

“[nell’]omertà generale e diffusa a tutti i livelli.”: evito commenti, perché se è chiaro ai Valdianesi che i Lucani come loro vivono o hanno vissuto in questa situazione, allora il medico non è deontologicamente abilitato e il paziente versa in uno stato iper-comatoso!

Chiudo la mia prosaica semi-parafrasi commentata, che poi è dettata dall’emi-paralisi dello sgomento argomentativo, ricordando a TUTTI I LUCANI che i Valdianesi tanto quanto i Cilentani tempo addietro avevano promosso un referendum per ricostruire la Grande Lucania, laddove a prescindere dalle storture amministrative che patiscono in quel di Campania e dalla condivisione o meno di confini, seppur insieme supportando il glocal e non il global, l’aggettivo Grande denuncia e declama un senso di appartenenza unico, raro, da brividi nella schiena; e il Lucania, beh, Lucania ce n’è una sola: quella che ci portiamo dentro sia che la abitiamo fisicamente che quando ci aiuta a vivere la lontananza, quella che sentiamo quando si parla di persone umili, concrete, con pochi vezzi e ozi, bensì persone dall’orgoglio connaturato, dall’audacia e dal coraggio senza limiti, talvolta sfrontato e impudente, sempre irriverente, mai obbediente in un mio personale arco culturale aperto che parte dal neolitico, passa per Nitti a Crocco e si sofferma sull’ultra-variegato panorama geo-antropico di una terra straordinaria, eccezionalmente moderna nel pensare, mentre conserva la sua atavica magia del pensare, del dire e dell’agire in stretta relazione con la natura che la ospita.

A parte le parole, è con l’ardore di essere lucano che vi dico:

Cari conterranei, cosa o chi dobbiamo ancora aspettare per mettere la parola fine a tutto questo? Chi e cosa deve ancora succedere affinchè la politica cessi il suo corso in terra di Lucania dando l’avvio a un’epoca  di amministrazione avulsa da loghi e stemmi, maglie e squadre, ma che si concentri concretamente e semplicemente sulle persone, sui Lucani? Chi, cosa e quando vogliamo far smettere tutto quanto ci ha tradotti nell’attuale Lucania sovietica? Perché non ci rimbocchiamo le maniche e diamo ascolto a chi ci vede da vicino e ci dà per spacciati? Perché non diamo retta alla nostra anima che non è quella di persone asservibili, se non di persone dall’orgoglio incancellabile?

Il dove lo so, lo sappiamo, lo sapete: è in Lucania che lo dobbiamo fare!

Uagliuni&Uagliune…na bestemmia pe sta libertà!

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